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Il Cagliari parte seduto sul trono

di Roberto Muretto
Il Cagliari parte seduto sul trono

Cesena, Bari e Spezia le “damigelle d’onore” che hanno un obiettivo: spodestare i rossoblù

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CAGLIARI. L'etichetta di favorita gli è stata da subito cucita addosso. E ora che la serie B decolla, il Cagliari resta la squadra da battere. La più bella del reame. Ma deve guardarsi le spalle da Cesena, Bari e Spezia, che il mercato ha eletto damigelle d'onore, pretendenti al "trono" sul quale siedono in rossoblù sulla linea di partenza. E siccome la cadetteria è un torneo nel quale le sorprese sono all'ordine del giorno, la formazione di Massimo Rastelli è consapevole che sarebbe pericoloso cullarsi sugli allori.

«Diverse squadre si sono attrezzate per puntare alla promozione - è il pensiero del presidente Tommaso Giulini -. Le due ripescate (Entella e Ascoli ndr), per esempio, avranno una coda di mercato e potranno tesserare diversi svincolati dalla serie A. Sarà una corsa complicata, piena di ostacoli. Noi sappiamo di aver lavorato bene e allestito un rosa competitiva. Il nostro obiettivo è tornare in A ma dovremo essere umili, e non sottovalutare nessuno perché in questo torneo non c'è niente di scontato».

Una campagna acquisti mirata e forse con qualche rimpianto. «No - dice secco il patron rossoblù -. Avenatti era l'alternativa a Cerri che siamo riusciti a portare a Cagliari. La ciliegina sulla torta? Aver confermato Marco Sau e convinto Storari a chiudere la carriera da noi. Credo siano i due giocatori che tutti ci invidiano. Rappresentano un valore aggiunto e non solo per le loro qualità ma per il carisma».

Giulini ha fatto tesoro degli errori (ingenuità) commessi lo scorso anno. «C'è stato un eccessivo entusiasmo che ci ha portato a fare scelte sbagliate. In sintesi, siamo stati troppo sognatori, Quest'anno abbiamo lavorato con più pragmatismo». Un'avventura che ha bisogno del sostegno dei tifosi. «Terremo aperta la campagna abbonamenti fino alla terza di campionato. Ci auguriamo di superare il numero di abbonati (poco più di 4.000 ndr) del campionato precedente. Diventa fondamentale partire bene e creare il giusto entusiasmo in chi ci segue».

Dietro a tutto questo c'è un progetto a lunga scadenza. «Al primo posto c'è lo stadio - spiega Giulini -, senza non si può fare calcio. Entro dicembre speriamo di presentare nelle sedi deputate e ai cagliaritani lo studio di fattibilità. Lo stadio non sarà un luogo nel quale si gioca solo la partita ma dovrà offrire servizi e comfort agli sportivi. Solo così il Cagliari può crescere e diventare ambizioso. E non dimentico che stiamo costruendo un settore giovanile di eccellenza, guidato da un insegnante di calcio e maestro di vita come Mario Beretta. Prima di tutto la formazione, se poi se nasce anche il talento che diventa campione, tanto di guadagnato».

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