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Retrocessione Torres, presentate le motivazioni della sentenza

Domenico Capitani
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Domenico Capitani

Per la Corte Federale d'Appello della Fgic il presidente Domenico Capitani «ha avuto un ruolo chiave nella combine Pisa-Torres»

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ROMA. La Corte Federale d’Appello della Figc ha emesso stamane le motivazioni del processo sul Calcioscommesse relative alla combine Pisa- Torres del 20 ottobre 2014 nell’ambito dell’inchiesta penale ’Dirty Soccer’ condotta dalla procura di Catanzaro.

Riguardo alla condanna alla retrocessione in Serie D del club sardo per responsabilità diretta del presidente e legale rappresentante, Domenico Capitani, condannato a 5 anni di inibizione e 80 mila euro di ammenda, emerge che «a giudizio della Corte - si legge nelle 13 pagine di motivazioni - non può essere condivisa la sostanziale derubricazione da illecito sportivo (art. 7, commi 1 e 2, CGS) ad attività di scommesse (art. 6 CGS) operata dai primi giudici» del Tribunale Federale Nazionale della Figc, in quanto «il materiale probatorio in atti - proseguono i giudici di seconda istanza -, infatti, sorregge adeguatamente l’ipotesi della Procura Federale consentendo quindi di ritenere che l’ulteriore attività di scommesse sull’esito della gara Pisa-Torres rappresenti solo un aspetto, un corollario, del ben più grave illecito sportivo realizzato dai deferiti».

Dal materiale illustrato dalla Procura Federale a processo, «risulta - conclude la Corte presieduta da Gerardo Mastrandrea - peraltro, che, nell’organizzazione della combine e nelle ulteriori attività di scommesse, un ruolo di primario rilievo e di fattivo coinvolgimento venne svolto proprio da Domenico Capitani, presidente e legale rappresentante della società Sef Torres la quale, pertanto, dovrà risponderne a titolo di responsabilità diretta».

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