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Squadra di “big” con la mentalità da provinciale

dall’inviato

CAGLIARI. Se si guarda oltre il rotondo 4-0 col quale il Cagliari ha steso il Crotone, ci sono dei particolari della partita che confermano come la squadra di Rastelli si sia calata anima e corpo...

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CAGLIARI. Se si guarda oltre il rotondo 4-0 col quale il Cagliari ha steso il Crotone, ci sono dei particolari della partita che confermano come la squadra di Rastelli si sia calata anima e corpo nella realtà della serie B. Uno su tutti: anche sul 3-0 i rossoblù sono andati a prendere gli avversari nella loro metà campo, con un forsennato pressing alto, mettendo in pratica alla lettera i suggerimenti dell’allenatore che vuole un calcio propositivo e non speculativo, qualunque sia il risultato. Lo spirito dell’altra sera è quello giusto in un torneo nel quale ogni partita è una battaglia. «Se pensiamo di vincere perchè ci chiamiamo Cagliari commettiamo un grosso errore», l’avvertimento del tecnico. Parole dette e ripetute fino alla nausea prima e dopo ogni seduta di allenamento.

Tanta fame. Il Cagliari ha il fuoco dentro. Non si accontenta mai, lotta su ogni pallone senza risparmiarsi. Massimo Rastelli è riuscito in poco meno di due mesi a trasmettere al gruppo il suo carattere. I rossoblù stanno rispondendo alla grande alle sollecitazioni. Non si sono messi sul piedistallo guardando gli avversari dall’alto verso il basso, sanno che contare solo sulla qualità tecnica non è sufficiente. Nell’arena della cadetteria servono determinazione, spirito di sacrificio, cattiveria agonistica e soprattutto avere tanta fame. Quella che sta dimostrando il Cagliari il cui obiettivo è chiarissimo: tornare in serie A.

Duttilità. Rastelli ha la fortuna di poter contare su giocatori che possono coprire diversi ruoli. Balzano, schierato lunedì sera a sinistra, si è adattato bene fornendo una buona prestazione. Farias può essere utilizzato come trequartista, ma anche come esterno nel tridente. Joao Pedro, oltre che alle spalle degli attaccanti, può giocare a sinistra della linea di centrocampo, mentre Munari (l’altra sera rimasto in panchina) si adatta sulle due corsie nel ruolo di centrocampista. Calciatori intercambiabili che in un torneo interminabile (42 le giornate) reciteranno un ruolo importantissimo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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