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Talento, passione e voglia di fare il salto di qualità

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Serie A2 di pallamano: la Verdeazzurro chiede aiuto per evitare di sparire La coach Patrizia Canu: «Il campionato costa, da soli non possiamo farcela»

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SASSARI. La Verdeazzurro ci prova e soprattutto ci crede. Dopo il ritiro della Sinergia dalla serie A1 maschile di pallamano, i ragazzi di Patrizia Canu e Patrizia Cossu provano a far sopravvivere lo sport che per anni ha dato lustro alla città di Sassari, fra scudetti nel femminile e playoff scudetto nella maschile. «La Verdeazzurro è frutto di tanto lavoro - spiega Patrizia Canu -. Sono anni che affrontiamo alla pari società blasonate, alle finali nazionali giovanili. Il nostro obiettivo era esattamente questo: affrontare un campionato nazionale con una squadra di talenti tutti giovanissimi, dove il più grande ha 18 anni. Questo per noi sarà un anno di transizione. Obiettivo sarà la salvezza in A2 e un piazzamento fra le prime quattro d'Italia nell'under 18».

Il campionato di A2 è impegnativo: a partire dal 10 ottobre i sassaresi giocheranno con squadre emiliane e toscane, molte delle quali costruite per il salto di categoria. Sassari vuole riprendersi il suo ruolo di fossa dei leoni: nessuno ha mai passeggiato, al Palasantoru. «Vogliamo ricostruire, ma ci serve un aiuto - aggiunge la Canu -. Abbiamo coraggio e talento. Anche una certa dose di follia, se vogliamo. Sarebbe stato più semplice affrontare questa A2 con fior di atleti, parlo di quelli impegnati fino all'anno scorso con Sinergia (nell'A1 maschile). Invece abbiamo deciso per una svolta: abbiamo stretto una collaborazione con l'Hc Azuni di Carlo Baroffio e Giammario Pittorru per quanto riguarda la maschile, con l'Hc 1976 per quanto riguarda le nostre ragazze. Da soli non si va più da nessuna parte.Dall'A1 abbiamo preso atleti come Oba M' Baye e Armando Evangelisti, i portieri Eugenio Casada e Andrea Giordo, che andranno ad affiancare il nostro talentuoso Marco Spanu».

Infine l’appello per evitare di... morire. « Sarà durissima ma noi siamo convinti di sopravvivere. Ci serve un aiuto, questo sì. Per adesso sono pochi gli amici che ci hanno dato una mano. Siamo una società giovane, se qualcuno non ci sorregge saremo costretti a soccombere e con noi la pallamano a Sassari finirebbe. Paradossalmente proprio nel momento in cui esprime la più alta concentrazione di talenti in una squadra». (r.m.)

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