«Siamo consapevoli dei nostri mezzi»
Sau: «Grazie a Farias per l’assist». Joao Pedro: «Bella intensità, contava vincere»
CAGLIARI. Premiata ditta Sau&Co. Il Cagliari vola a quota 7 e il gruppo si abbraccia. «Ringrazio Farias per l’assist, da lui mi aspetto questo tipo di colpi. Pensavo di essere in fuorigioco, per questo ho esitato a esultare» dice bomber Sau. «Io tra i migliori in campo? No, ma è bello dare il massimo per la squadra. Quel che conta è il gruppo e i compagni che mi hanno aiutato» aggiunge Joao Pedro. «Siamo consapevoli della nostra forza, martedì con l’Entella, anche se troviamo un campo piccolo, andiamo a cercare la vittoria» segnala Melchiorri.
Spirito di squadra, gruppo che si cementa, ideali, sacrifici e obiettivi che camminano di pari passo. Il Cagliari di Rastelli cresce. Le parole dei protagonisti cuciono a puntino la sensazione di una rosa che crede negli obiettivi societari, segue il tecnico, non ci sta a concedere nulla. e forse, ha imparato la lezione di Terni. «Un calo fisico nel secondo tempo? Abbiamo preso un gol, loro sono tosti ed è normale che abbiano preso coraggio. Ma siamo stati compatti e attenti» aggiunge Joao Pedro. La mezzala non ha dubbi: «Negli ultimi minuti abbiamo sofferto ma l’Avelino non ha mai avuto occasioni limpide». Il brasiliano accelera: «Servivano i 3 punti, abbiamo fatto una partita di forte intensità,era importante vincere. E ci siamo riusciti». Identica sinfonia da Melchiorri. L’attaccante si gode il gol ritrovato. «Abbiamo lavorato molto alla vigilia, l’Avellino si è confermata squadra tosta, hanno potenzialità e cattiveria. Però, hanno fatto girare la palla ma non abbiamo concesso molto. Noi abbiamo sfruttato le occasioni e ne abbiamo create molte. L’intesa con Sau? Ci troviamo bene assieme, ha colpito un palo su un mio assist e lui me ne ha servito un altro molto bello. Speriamo di proseguire su questa strada». Anche gli inviati plaudono al duo offensivo rossoblù, capace di ritrovarsi sia nello stretto, sia in profondità. «I movimenti li abbiamo studiati a puntino. quel che conta è trovarci, non quante palle tocchiamo». Sul match, poche storie: «Facevo molto caldo, abbiamo corso tanto ma il risultato è giusto. L’esultanza dopo il gol? Sì, esulto in maniera strana».
Mario Frongia
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