Vela, mancano i soldi: Andrea Mura dice addio a "Vento di Sardegna"
La barca con cui avrebbe dovuto fare la "Vendee Globe" è stata acquistata da un gruppo straniero. Scoppia la polemica: Cappellacci contro la giunta regionale
CAGLIARI. Andrea Mura dice addio alla Vendee Globe, la circumnavigazione del pianeta in solitaria e senza scalo, una delle più difficili e prestigiose regate transoceaniche. E dice addio al nuovo Imoca 60, la barca con cui il velista cagliaritano sperava di ripetere i successi di "Vento di Sardegna".
«Tutto finito - spiega lo skipper sardo - La barca che avevo già messo in acqua tre o quattro volte è stata acquistata da un gruppo straniero. E sicuramente sarà protagonista di grandi imprese. Tutto questo perché nessuno in Italia ha voluto investire su questo progetto». Neanche la Sardegna.
«Non ci aveva mai promesso niente - racconta Mura - ma ero quasi certo che la Regione potesse e volesse salire a bordo di quest'avventura Ci hanno detto che tecnicamente non era possibile. Ci siamo rivolti a tante aziende: bastavano due milioni per la gestione, l'investimento sulla barca era già stato coperto. Solo uno sforzo del 20 per cento. E invece niente: per me che ho visto crescere quella barca giorno per giorno è una delusione immensa».
Andrea Mura comunque è pronto a buttarsi su qualche altro progetto.
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Le polemiche. «Il ritiro di Andrea Mura - commenta Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Fi ed ex governatore - è l'emblema della politica snob di una Giunta regionale che finge di non vedere il ritorno di immagine derivante dalle imprese dei nostri sportivi. Quello visto nei confronti di Mura è lo stesso atteggiamento miope visto nei confronti di altre piccole e grandi realtà sportive, salvo tardivi salti sul carro dei vincitori, come avvenuto nel caso della Dinamo Sassari. Che fine hanno fatto le soluzioni promesse dalla Giunta regionale fino a pochi mesi fa?».
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