Cagliari ancora alla ricerca dell’ identità
Troppi alti e bassi per i rossoblù che a Pescara hanno perso l’imbattibilità e fatto un passo indietro sul piano del gioco
INVIATO A PESCARA. La “follia” fatta da Di Gennaro è stato l’episodio che ha deciso la gara col Pescara. Un’ingenuità colossale sulla quale bisognerà riflettere per evitare che succeda ancora in futuro. Ma se il Cagliari ha perso l’imbattibilità, i motivi sono anche altri. E non sono sfuggiti al tecnico Rastelli che li ha sottolineati senza arrampicarsi sugli specchi. «C’è stato un passo indietro sul piano della personalità e su quello del gioco». Parole taglienti che preannunciano una “lavata di testa” domani alla ripresa degli allenamenti.
Personalità. Partiamo da questo aspetto. Una squadra come quella rossoblù, formata da giocatori esperti e di qualità, non può cominciare la partita come ha fatto sabato. Ha subito il pressing a tutto campo degli avversari e nei primi 11’ è stata capace di sbagliare quattro passaggi elementari aprendo autostrade per le ripartenze degli abruzzesi. Se sei più forte devi dimostrarlo sul campo. Invece, i rossoblù hanno sbagliato ancora una volta l’approccio, confermando che ancora la lezione non l’hanno imparata del tutto. «Non è un caso se dopo la vittoria col Latina c’erano state delle cose che non mi erano piaciute. Dico solo che in campo non abbiamo fatto quasi niente di quello provato in settimana. Tocca a me capire perchè è successo».
La difesa. In sei gare, una sola volta il Cagliari è riuscito a tenere la propria porta inviolata. E’ successo nella partita d’esordio col Crotone. Da quella sfida, Storari è sempre stato battuto per un totale di sei reti al passivo. Un problema che va risolto perchè non si possono sempre segnare due o tre gol per vincere. La sensazione è che il reparto non sia adeguatamente protetto da un centrocampo che non fa filtro. Spesso la squadra si allunga e viene infilata di rimessa, correndo tanti rischi. Va trovata una soluzione in fretta.
Identità. Il Cagliari non ce l’ha ancora. E’ una formazione che sta facendo fatica a crescere. Conforta essere primi in classifica nonostante il top della forma sia ancora lontano. I rossoblù non giocano bene, vanno a fiammate e puntano più sugli spunti individuali che sul collettivo. Questo perchè ci sono troppe pause, i ritmi si abbassano e si sbagliano ancora troppi passaggi quando c’è la possibilità di ripartire. In serie B l’attenzione non deve mai calare e nemmeno l’intensità. «Lo dico dal primo giorno di ritiro - aggiunge Rastelli - ma sapevo anche che ci sarebbe voluto del tempo per mettere a posto tutti i meccanismi. Noi dobbiamo entrare nell’ottica che per centrare l’obiettivo dovremo soffrire e guadagnarci tutto sul campo. Sapendo che contro di noi gli avversari moltiplicheranno le energie».
Fascia sinistra. Se dobbiamo andare a cercare una lacuna nell’organico del Cagliari, la corsia mancina, forse, è il tallone d’Achille. Non tanto in difesa dove Murru, Barreca e all’occorrenza anche Balzano e Pisacane, possono dare il loro contributo. Il problema è a centrocampo. Finora si sono alternati Deiola, Munari e Joao Pedro, ma tutti con precisi limiti. Il primo di esperienza e di attenzione; il secondo di dinamicità; il terzo deve migliorare nella fase di non possesso e si trova più a suo agio da trequartista. Donsah, ceduto al Bologna, non è stato adeguatamente rimpiazzato. Può darsi che il ds Capozucca sia già al lavoro per gennaio.
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