Strada sempre più ripida per i rossoblù
La squadra fatica ad adattarsi alla serie D, ma il vero problema è il dopo Capitani
SASSARI. Quattro punti in quattro partite. Se la Torres si era messa in testa di vincere il campionato di serie D passeggiando, deve rivedere i suoi programmi. La stagione rossoblù non sarà facile e risalire la classifica può diventare un compito lungo e per nulla scontato. Ferazzoli, dopo la sconfitta nel derby di Arzachena, ha detto di aver visto una buona Torres: «La migliore da quando io sono in panchina».
«Abbiamo commesso una ingenuità in avvio – ha spiegato – ma poi abbiamo costruito diverse occasioni da gol e abbiamo giocato la palla senza mai perdere la testa. E’ un peccato per il risultato però resto ottimista. Dobbiamo guardare avanti cercando di calarci in fretta nella mentalità della serie D». Tradotto significa una sola cosa: cattiveria. E la sconfitta nel derby si spiega, almeno in parte, proprio con la mancanza di “istinto omicida” in zona gol. Domenica la Torres ha avuto le occasioni per raddrizzare la gara ma è mancata nel momento decisivo. Colpa, probabilmente, di un attacco molto giovane e privo, almeno l’altro ieri, di elementi importanti, ma colpa anche di un “senso di superiorità” nei confronti degli avversari che in questo campionato non ha senso di esistere.
Ferazzoli è un mister di esperienza e già oggi, alla ripresa degli allenamenti, avrà modo di ricordarlo ai suoi ragazzi. Dalla sua ha un gruppo che sembra compatto e orgoglioso di indossare la maglia rossoblù, contro ha il tempo e una situazione “ambientale” che si sta facendo pesante. Le contenstazioni dei tifosi nei confronti della società hanno messo in difficoltà Manolo Patalano, il braccio destro del presidente a Sassari, che per la prima volta non ha nascosto di essere sul punto di passare la mano a qualcuno altro. Il problema è a chi, perchè dopo l’uscita ufficiale di Capitani, che ha negato di aver mai ricevuto proposte per la cessione della società, c’è stato solo un lungo imbarazzante silenzio della città. Il dopo Capitani - a questo punto inevitabile - è dunque tutto da inventare. Ed è forse più preoccupante della sconfitta di domenica. (a.l.)
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