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«È arrivata l’ora di vincere a Cantù»

di Roberto Sanna
«È arrivata l’ora di vincere a Cantù»

Banco, il coach Meo Sacchetti vuole rompere il sortilegio

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SASSARI. «A Cantù non abbiamo mai vinto e onestamente ci piacerebbe toglierci questo problema, al di là dei due punti che la partita assegna». Meo Sacchetti, coach del Banco di Sardegna, non gira attorno al tema portante della partita di lunedì sera e d’altronde uno come lui, protagonista anche di mille sfide da giocatore, non può accettare troppo tranquillamente il bilancio negativo delle sfide giocate al Pianella alla guida della Dinamo: zero vittorie e otto sconfitte, cinque in regular season e tre nei playoff. In più c’è l’eredità di una maledizione cominciata negli anni Novanta, quando Cantù si ritrovò in A2 per un paio di stagioni e incrociò la sua strada con quella dei biancoblù sassaresi.« Sappiamo che ambiente ci aspetta, sappiamo che non dobbiamo far gasare troppo il pubblico – aggiunge coach Meo –, perché quello del Pianella è un ambiente che condiziona molto le partite. Quest’anno Cantù ha cambiato molto, prendendo giocatori già esperti della nostra realtà».

La trasferta di Cantù segna anche la prima settimana trascorsa fuori casa sull’asse campionato-Euroleague: che cosa vi aspettate?

«Per adesso nulla, nel senso che è ancora troppo presto e non siamo in grado di fare discorsi ad ampio raggio: ci stiamo concentrando solo sulla partita di Cantù, da martedì cominceremo a pensare alla partita di Istanbul contro il Darussafaka».

Quali miglioramenti contate di vedere dopo la partita contro Cremona?

«Innanzitutto dobbiamo cominciare a trovare più canestri facili. Abbiamo bisogno di difendere meglio, recuperare più palloni e catturare qualche rimbalzo in più per andare in campo aperto. Sotto questo aspetto, domenica scorsa ci siamo fatti sfuggire tre-quattro rimbalzi sanguinosi che ci avrebbero permesso di correre e cambiare la partita. Non dimentichiamo comunque che giocavamo contro una buona squadra, che ha dimostrato di essere in condizione. Diciamo che eravamo nella classica situazione in cui conta solo il risultato, da oggi in poi dobbiamo cominciare a pensare un po’ di più anche al gioco».

Dal punto di vista individuale che miglioramenti vi aspettate?

«Intanto non ci aspettavamo che Alexander potesse avere un impatto simile, dopo il precampionato a sprazzi che ha fatto. Anche Stipcevic è in forma, del resto è appena arrivato dagli Europei e conosce bene il campionato italiano. Haynes non è andato male ma sta sicuramente patendo l’adattamento al diverso sistema di gioco che ha trovato qui, deve innanzitutto spingere maggiormente la palla. Varnado lo vogliamo di più per tutto il campo, deve andare su e giù e coprirlo. Non stavamo cercando un omologo di Lawal, a noi interessa che renda per quanto ha fatto vedere durante le precedenti esperienze in Italia».

Dopo la prima giornata di campionato che cosa si può dire?

«Sicuramente che è troppo presto per emettere sentenze, che invece ho letto un po’ in giro. Ci sono squadre in situazioni diverse, come si fa a essere già categorici? Io, lo sapete, preferisco aspettare sempre una decina di partite per farmi un’idea fondata».

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