«Quando giochiamo al Sant’Elia per noi è obbligatorio vincere»
CAGLIARI. «Sapete qual è la differenza tra Cesena e Cagliari? Puntiamo entrambi alla A, ma noi l’abbiamo detto subito, loro no». Massimo Rastelli, alla sua maniera. Senza scorciatoie né giri di...
CAGLIARI. «Sapete qual è la differenza tra Cesena e Cagliari? Puntiamo entrambi alla A, ma noi l’abbiamo detto subito, loro no». Massimo Rastelli, alla sua maniera. Senza scorciatoie né giri di parole. Anche sulla questione dei convocati in nazionale: «Le polemiche non servono, è inutile piangerci addosso, le regole sono quelle. Magari si fa fatica a capirle ma partiamo undici contro undici e sono certo che chi gioca farà una grande partita». L’allenatore del Cagliari si porta avanti con il lavoro: «Alla quinta o alla diciassettesima giornata non cambia, Cagliari-Cesena è uno scontro diretto per la promozione. Troviamo una squadra con un organico di prim'ordine e un allenatore molto bravo. Certo, il campionato non si decide con questa partita ma noi giochiamo per vincere e loro pure. Un pareggio? Portar via un punto dal Sant’Elia per il Cesena sarebbe un bel colpo. Per noi no».
Idee chiare e determinazione dopo il ko di Pescara. «Ci sarà rispetto reciproco ed equilibrio. La vedo come una partita a scacchi, chi avrà la palla tra i piedi cercherà di fare male». Rastelli ha con sé quattro Primavera: Montaperto, Arca, Colombatto e Arras. All’ultimora si è bloccato anche Munari. Ma in panca ci sono Ceppitelli e Giannetti. Si entra nel vivo. In regia, out Di Gennaro, squalificato per un turno, arriva Fossati: «Cambia poco, se non le caratteristiche dei due giocatori. Di Gennaro è più fantasioso, Fossati più geometrico. I cambi di formazione? Non li faccio tanto per farli. L’unico voluto è quello di Farias a Chiavari con l’Entella. Cerco sempre l'assetto migliore per far marciare al meglio la macchina. Ragioniamo sui troppi passaggi sbagliati: un regalo agli avversari, che prendono fiducia, e un danno per noi, che rischiamo e perdiamo in sicurezza. In settimana abbiamo lavorato anche su questo aspetto. Comunque sia ringrazio i ragazzi per l’attenzione e la grande disponibilità».
Sui primi undici anti romagnoli, poche storie: «In avanti siamo contati. Dietro e in mezzo ho provato varie soluzioni. Ci sto pensando. Joao Pedro e Farias? Possono giocare insieme». Spunta il quesito su una sorta di involuzione. Rastelli scaccia l’idea: «La tecnica e la tattica sono importanti, ma quel che è fondamentale è la testa. Sull’atteggiamento mentale dobbiamo ancora crescere. La partita alle 12.30? Non è un bell’orario ma l’abbiamo preparata bene sotto tutti i punti di vista».
Mario Frongia
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