Gigi Datome: «Sono scosso da quanto successo ad Ankara»
ROMA. «Non posso nascondere che l’episodio mi abbia toccato molto anche perché è avvenuto durante una manifestazione per la pace: ma non ho paura, condurrò la mia vita in Turchia con serenità». Gigi...
ROMA. «Non posso nascondere che l’episodio mi abbia toccato molto anche perché è avvenuto durante una manifestazione per la pace: ma non ho paura, condurrò la mia vita in Turchia con serenità». Gigi Datome, capitano della nazionale italiana di basket e da poco passato dall’Nba al Fenerbahçe, racconta così il suo dolore per la strage di Ankara.
«Tutti i miei compagni hanno reagito con stupore – dice la stella olbiese – anche se in passato era già accaduto qualche episodio terroristico, seppure non di cosi grande portata. Non stiamo pensando a nessuna particolare iniziativa, ma è chiaro che tutti siamo molto toccati da ciò che sta accadendo».
Dopo due stagioni nel campionato professionistico americano, con le maglie di Detroit Pistons e Boston Celtics, Datome la scorsa estate ha scelto di ripartire dalla Turchia, dove è stato chiamato a svolgere un ruolo da protagonista in un progetto importante. «Siamo appena tornati in Turchia da una tourneè negli Usa – racconta ancora Datome – eravamo fuori quando è accaduto. So che abbiamo rischiato di posticipare una partita perché giocavamo proprio contro una squadra di Ankara, ma la Federazione ha voluto che la gara si giocasse come da programma».
«Non sono preoccupato – sottolinea l’ex capitano della Virtus Roma – condurrò la mia vita con serenità, anche se non posso nascondere che l’episodio mi ha toccato molto, perché è avvenuto durante una manifestazione per la pace. È un atto che non ha nulla di politico alle spalle, almeno da quel che dicono, ma è un atto terroristico fine a se stesso, totalmente da condannare. Quello che stanno dicendo qui a Instabul è che i partiti, prossimi alle elezioni fra una ventina di giorni, stanno ricamando molto sull’accaduto, puntando il dito sul tema sicurezza. E questo purtroppo non mi piace affatto – conclude Gigi Datome – perché nell’attentato hanno perso la vita oltre cento manifestanti».
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