Meo Sacchetti: «L’Enel è una squadra molto concreta»
SASSARI. Smaltita la rabbia sì, razionalizzata la sconfitta no. Il sabato mattina di meo Sacchetti, appena rientrato da Istanbul, ha anbcora le scorie di una partita che ha lasciato un segnoi...
SASSARI. Smaltita la rabbia sì, razionalizzata la sconfitta no. Il sabato mattina di meo Sacchetti, appena rientrato da Istanbul, ha anbcora le scorie di una partita che ha lasciato un segnoi profondo e potrebbe anche avere conseguenze pesanti: «Può anche darsi che la nostra prestazione complessiva sia stata buona – dice il coach della Dinamo – ma in queste situazioni il problema è un altro: queste, soprattutto in Europa, sono occasioni da cogliere, ti passa il treno davanti e devi saltarci sopra. Perché magari nelle partite successive potresti anche giocare meglio ma trovarti in situazioni più difficili».
Il problema dei rimbalzi si è fatto sentire troppo.
«Abbiamo bisogno di qualcosa in più dagli esterni. A Istanbul non è che abbiamo trovato due pivot da venti rimbalzi l’uno, ma tanti giocatori che hanno riempito le loro caselline. Noi dobbiamo svuotare quelle caselline e riempire le nostre. Devo anche dire che ho provato a giocare con Alexander e Varnado insieme ma Jarvis è stato subito penalizzato dai falli. Ci manca Shane Lawal? Non faccio mai questi discorsi, non mi guardo mai indietro da quando avevamo Hunter e White che sono andato via dopo una stagione. E direi che da allora strada ne abbiamo fatta».
Petway può dare molto di più.
«Deve capire principalmente che gli chiediamo un contributo differente e recitare un ruolo diverso da quello che aveva nell’Olympiacos. Io credo che lui sia in grado di darcelo e verte cose siano nelle sue corde».
Haynes invece gioca meglio il secondo tempo del primo.
«Il suo problema è che all’inizio cerca soprattutto di coinvolgere i compagni, noi gli chiediamo delle cose diverse, compreso il fatto di avere più iniziativa».
Stipcevic sembra già a suo agio.
«Intanto è un giocatore che è arrivato qui direttamente dagli Europei e quindi è già pronto fisicamente. E poi non è uno che scopriamo adesso, lo abbiamo visto per anni in Italia e quando siamo andati a cercarlo sapevamo bene cosa stavamo facendo».
Come vede la partita con l’Enel?
«Giochiamo contro una squadra molto concreta. Rispetto agli altri anni sotto canestro hanno dei lunghi se si aprono di più e giocano sul perimetro: Kadji lo conosciamo bene e poi gli altri due di scuola slava che fanno bene proprio queste cose. Anche loro, come noi, hanno delle fiammate e dei cali ma è normale avere problemi di assestamento in questa fase».
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