Petway, The Arrow è fuori bersaglio
Il lungo americano, attesissimo alla vigilia, anche ieri è apparso fuori contesto
SASSARI. Il primo enigma della stagione è servito infatti ha il numero uno sulla maglia: Brent Petway, il grande botto del mercato estivo. Doveva essere la grande addizione di esperienza e atletismo al posto di Jeff Brooks, con un po’ di aggiunta di spettacolo che a Sassari non guasta mai. The Arrow finora è andato molto lontano dal bersaglio, il gesto dell’arciere per adesso è rimasto qualcosa di sporadico visto nel precampionato.
Le cifre certamente non lo premiano: 6 punti e 4,4 rimbalzi di media in tre partite, un misero 16,7 per cento nel tiro da tre punti (2/12), addirittura nemmeno un viaggio in lunetta che insieme ai due miseri rimbalzi offensivi sembra certificare l’assenza di aggressività sotto canestro. Perché quello che lascia perplesso è proprio l’assenza dal match, il linguaggio del corpo. Non corre, quasi caracolla per il campo. Si fa strappare i rimbalzi in testa, ieri è arrivato palesemente in ritardo su due palloni che potevano anche cambiare il corso del match quando la partita nell’ultimo quarto era ancora in equilibrio.
Con questo sarebbe ingeneroso addossare su di lui tutte le colpe della sconfitta, ieri tutta la squadra era palesemente fuori fase. Ma questo inizio di stagione per un giocatore arrivato con un pedigree di un certo livello, che lo scorso anno ha vinto il campionato greco e ha giocato la finale di Eurolega, è assolutamente sconcertante.
Va chiarito anche che nell’Olympiacos era una seconda linea e forse il suo animo è quello del gregario, di un giocatore di complemento, ma questo nelle squadre di Meo Sacchetti è una dote importante più che un difetto. Un conto però è essere un uomo della panchina (non poteva certo pensare di fare le scarpe a Printezis), altro essere in quintetto pur senza essere una stella. Comunque serve produttività, oltre che disponibilità al sacrificio individuale per il bene della squadfra, e in questo Jeff Brooks è stato un maestro. Ma forse solo Caleb Green, dei numeri 4 visti a Sassari, è stato un uomo che voleva la palla in mano e aveva libertà d’azione. Resta il fatto che finora Petway non ha portato sostanza e nemmeno spettacolo, il coach lo ha invitato venerdì a essere più presente e adattarsi a un ruolo comunque da protagonista ma la risposta non è stata delle più incoraggianti. L’enigma, insomma, è servito. E venerdì, coi tremendi lunghi del Cska, avremo una nuova puntata.(r.s.)
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