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Un quarto solo non basta Il Banco stavolta è fuori fase

di Roberto Sanna
Un quarto solo non basta Il Banco stavolta è fuori fase

I biancoblù si arrendono all’Enel Brindisi al termine di una partita sconcertante Grande rimonta dal -24 (37-61) al pareggio (74-74) in pochi minuti, poi il crollo definitivo

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SASSARI. Non era il Banco, non poteva essere il Banco. Non la squadra del primo tempo, passato nell’angolo a farsi gonfiare di botte. Non quella dell’ultimo quarto, chiuso con appena 9 punti segnati dopo aver miracolosamente rimesso in piedi una partita nella quale sembrava spacciata. Forse non era la vera Dinamo nemmeno quella travolgente del terzo quarto, vinto 35-21, ma sicuramente la squadra vista in quei 10’ era molto simile a quella sognata in estate. Alla fine ha vinto l’Enel Brindisi e non si può certo dire che non abbia meritato. Così come, davanti a un andamento così particolare, non si può non pensare che gli uomini di Sacchetti non abbiano messo del loro: non pervenuti per tre quarti, straripanti in uno. Forse è meglio trovare una mediazione e anche qualche giocatore che, continuando così, rischia di perdersi per strada.

La vendetta. Kenny Kadji, l’uomo della svolta l’anno scorso, andato via in maniera rapida, quasi brusca in estate. Ci teneva a giocare bene, ha esagerato alla fine (esultanza per una tripla messa un attimo dopo la sirena finale a risultato deciso), sicuramente ha rigirato più volte il coltello nella piaga sotto canestro: 25 punti, 14 rimbalzi, 30 di valutazione. Il Banco non ha mai avuto la risposta per lui (e non si può dire che non lo conoscesse) i lunghi biancoblù hanno brancolato nel buio e anche qui non è solo merito del re della birra del Camerun: 6 punti Petway, 7 Alexander, 4 Varnado che in tre hanno tirato giù in tutto 7 rimbalzi.

Falsa partenza. Ci sono solo i 12 punti di Logan a tenere in qualche modo (e in maniera traballante) in piedi il Banco in un primo tempo che sembra proporre una sfida antitetica tra il basket e l'antibasket. Il basket è quello dell'Enel, che muove la palla col metronomo e il radar, morde, anzi azzanna in difesa. E va via subito con Kadji che sembra ritornato al Palaserradimigni con l'unico obiettivo di farsi rimpiangere. L'antibasket, purtroppo, è quello della Dinamo, subito fuori giri in attacco e in difesa. L'impatto dello starting five non è memorabile: 7 punti (su 18) nel primo quarto, due palle perse da Haynes, Varnado subito con due falli, l'area colorata che diventa come la vecchia pubblicità del cornetto Algida, un cuore di panna. Non sembra esclusivamente una questione tecnica o tattica, è che il Banco proprio non c'è e per Brindisi il parquet sassarese è un'autostrada. Il primo quarto si chiude 18-26, il secondo comincia subito col -10 (18-28) che dopo uno sprazzo d'orgoglio (27-33) si dilata continuamente: 28-39, 30-46, 34-51 all'intervallo di un match con una squadra sola in campo.

La rimonta. Anche il terzo quarto è a senso unico ma stavolta comanda il Banco. Gli uomini di Meo Sacchetti sembrano indemoniati e si producono in un parziale terrificante. Non subito, perché l'Enel arriva comodamente fino al +24 (37-61), ma è in quel momento che la Dinamo vive uno dei suoi momenti magici e riparte trascinata da un Marquez Haynes incontenibile: 17 punti, 5/5 da tre punti. Il Banco riemerge dal -24 al -1 con un parziale di 30-9 spento sulla sirena da un tap-in di Kadji, velenosissimo in ogni situazione.

Il crollo. Si capisce che non può essere nemmeno questo l’andamento dell’ultimo quarto, ma ci si aspetta almeno una partita e un Banco pronto a far valere l’inerzia. Invece si va avanti con uno scambio di canestri fino al 76-78 e da quel momento Brindisi prende il largo un’altra volta dimostrando anche una grande solidità mentale: 2-14 l’ultimo break, il Banco è di nuovo sparito.

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