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È tuttonero il mondo ovale Nuova Zelanda nella storia

È tuttonero il mondo ovale Nuova Zelanda nella storia

L’Australia deve arrendersi per 34-17. Terzo titolo iridato, secondo consecutivo Gli All Blacks hanno sofferto gli Wallabies solo a metà gara con un uomo in meno

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LONDRA. La Nuova Zelanda ha vinto la Coppa del Mondo 2015 di rugby. A Twickenham, gli All Blacks hanno sconfitto in finale l’Australia per 34-17. Per Carter e compagni si tratta del terzo titolo iridato della loro storia, il secondo consecutivo. Venerdì, nella finale per il bronzo, affermazione del Sudafrica sull’Argentina per 24-13. Un successo costruito nella parte finale della gara quando gli All Blacks sono riusciti a domare la resistenza degli avversari, chiudendo la partita con una meta che ha messo fine alle velleità della nazionale australiana.

Foley e Carter subiti protagonisti dalla piazzola, con il kicker dei ’tuttineri’ che allunga sul 9-3. La Nuova Zelanda è sempre padrona del campo ma trova la prima meta solo al 40’ con Milner-Skudder, che sfrutta al meglio il break di Smith. Carter trasforma e l’Australia va all’intervallo sotto 16-3.

Al 3’ della ripresa, gli All Blacks allungano con Nonu, che su un assist di Williams schiaccia oltre la linea bianca. Trasforma Carter. Sembra tutto facile per i neozelandesi ma il giallo a Smith e la conseguente inferiorità numerica risveglia i Wallabies, che al 13’ realizzano la prima marcatura con Pocock. Kuridrani, al 23’, irrompe di potenza e va in meta. Foley, sempre preciso dalla piazzola, timbra così il -4 (21-17) che riapre i giochi. La Nuova Zelanda però non si fa prendere dall’ansia e, ritornata in XV, spegne ogni entusiasmo dei rivali. Carter si esibisce in un drop al 29’, poi al 36’ infila i pali su punizione per il +10 (27-17). E quando tre minuti dopo Smith va in meta in mezzo ai pali, gli All Blacks cominciano i festeggiamenti: finale vinta 34-17 e unica selezione ad aver vinto la World Cup tre volte (1987, 2011 e 2015) e due volte di fila. Un altro record battuto per una squadra che è un mito a livello mondiale ed apprezzata non solo perchè formata da campioni, ma anche per la grande qualità umana di chi la compone e la guida.

La vittoria di ieri può essere sintetizzata in questo modo: dopo aver esibito classe, intensità e fisico, è emersa anche tutta la forza mentale degli All Blacks che sono stati abili a tenere botta nei momenti difficili, per poi piazzare le giocate che hanno consentito ai “neri” di scalare, ancora una volta il tetto del mondo. «E una gioia che non si può quantificare - le parole dei giocatori dopo la premiazione -. Ora è il momento di fare festa».

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