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De Angelis: «Torno presto. E forza Valentino»

MotoGp, il sanmarinese in ripresa dopo l’incidente. «Complotto Marquez-Lorenzo? Mi suona strano»

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SAN MARINO. «Sono ormai un pilota esperto, il nostro lavoro è pericoloso ma lo facciamo con il cuore. Non posso fare nient’altro che rimettermi al lavoro. Come ho già fatto: ieri sono stato dimesso dall’ospedale e già oggi ero in palestra, voglio tornare in moto, in sella il prima possibile».

Prima intervista rilasciata da Alex De Angelis a una ventina di giorni dal brutto incidente di Motegi, durante il quarto e ultimo turno di libere del Gran Premio del Giappone di motociclismo.

Ai microfoni di «Rtv San Marino», il pilota dell’E-Motion IodaRacing Team mette subito in chiaro di non voler smettere, anzi.

Inevitabilmente, sollecitato dagli intervistatori, De Angelis parla anche del caso Rossi-Marquez.

«Non ho visto le immagini, ho visto solo le foto – commenta –. Parlare di complotto, però, nel nostro mondo mi suona un po’ strano. Che un pilota possa vedere meglio o peggio un altro succede anche nella vita di tutti i giorni, ci può anche stare che Marquez voglia fare un dispetto a Valentino. Mi fa più strano pensare invece che si sia messo d’accordo con Lorenzo».

Previsioni per Valencia? «Le gare possono cambiare da un giro all’altro, la tensione sarà tantissima e potrebbe piovere. Forza Valentino».

Tornando alle condizioni di salute del giovane pilota, «tutti i dottori, rispetto a quello che leggono sui referti, mi vedono molto meglio e questo mi fa piacere – continua De Angelis –. Cammino già sulle mie gambe, questa mattina ho fatto mezz’ora di cyclette e piano piano torneremo alla vita normale.

«L’obiettivo – continua il pilota sanmarinese – è rimettermi al 100 per cento in vista dei primi test invernali di febbraio, e se fra una settimana starò meglio, prenderò il volo per Valencia e mi consulterò anche coi medici della Clinica mobile».

Per quanto riguarda lo spaventoso incidente sulla pista di Motegi, «non mi ricordo assolutamente niente, ho rimosso dalla memoria tre giorni. Non è il primo incidente brutto che faccio e anche se dovessi ricordarlo, non mi fermerebbe. Poi ci sono stati giorni difficili, il dolore è stato tanto, specie quando hanno cominciato a calare le dosi dei medicinali. Quasi nessuno poi parlava inglese, le giornate erano lunghe e dolorose, quasi infinite».

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