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Il capolavoro Atletico Uri: quattro promozioni in 4 anni e ora punta alla serie D

Franco Cuccuru
Matteo Tedde (a destra), stella dell'Atletico Uri 2015-2016
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Matteo Tedde (a destra), stella dell'Atletico Uri 2015-2016

I segreti: passione, umiltà e il carisma dell'allenatore Muroni. La squadra partita dalla Seconda categoria è arrivata in Eccellenza: è in testa alla classifica e non nasconde le grandi ambizioni

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URI. L’Atletico Uri ha preso il volo. La squadra di mister Giovanni Muroni ormai non stupisce più confermandosi una delle più belle realtà del calcio regionale. E dopo la vittoria di domenica nell’ostico campo di Tortolì si ritrova solitaria in vetta nel torneo d’Eccellenza a due punti dal Calangianus e dal Latte Dolce. Dall’anonimato della Seconda categoria in quattro anni, la squadra del presidente Tore Ardu ha sbancato tutti i campionati. La squadra di Uri, un paese di 3.000 abitanti continua a fare sognare i sui tifosi.

Tutto questo non è frutto del caso, perché dietro a queste storiche imprese c’è una società capace, seria, che sa bene quel che vuole senza andare oltre le proprie disponibilità, calibrando accuratamente ogni azione con oculate e attente scelte. Il segreto sta nell’aver individuato i giocatori giusti che al primo posto mettono l’attaccamento alla maglia che indossano con tanto senso di responsabile e una buona dose di passione.

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L’Atletico Uri è un mix esplosivo fatto di atleti di indiscusso valore e giovani promettenti. Per saperne di più abbiamo chiesto al mister Giovanni Muroni, l’uomo simbolo di questo Atletico che con la sua preparazione e la sua saggezza sta portando molto in alto la squadra.

Mister, lei ha vinto tanto nella sua quarantennale carriera, ma adesso con l’Atletico sta facendo cose eccezionali. Vi trovate al comando della classifica. Cosa si prova?

«Il trend positivo dell’Atletico conferma un vecchio assioma: la serietà e l’impegno premiano sempre in qualsiasi manifestazione di vita, a maggior ragione in una squadra di calcio se tra gli attori, dirigenti, giocatori, staff tecnico e tifosi (sempre più numerosi) c’è integrazione e sintonia. Con tutte queste componenti si prova la gioia massima».

Se le diciamo serie D, lei cosa risponde?

«La serie D significa mettere in conto molte disponibilità, anche se l’Eccellenza, in questo momento, può costare tanto. E’ vero però che approdando in quarta serie si otterrebbero congrui contributi dalla Regione. E allora io rispondo, ben venga la serie D perché allora raggiungere questo obiettivo sarebbe la somma di tutto ciò che di positivo abbiamo fatto in questi anni».

Non ha mai nascosto le intenzioni di voler vincere il torneo d’Eccellenza.

«Non l’ho mai manifestato e non l’ho mai nascosto, perché dire a priori che vinco il campionato è una affermazione fuori luogo, come dire che non lo vinceremo perché in questo caso significherebbe non avere fiducia nei miei ragazzi».

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