«Abbiamo sempre tanti assenti ma ci abbiamo fatto l’abitudine»
CAGLIARI. «Abbiamo imparato a convivere con le assenze ma il bersaglio non cambia: ci servono i tre punti». Massimo Rastelli fa i conti con i forfait di Sau, Munari, Farias e Giannetti, e con i neo...
CAGLIARI. «Abbiamo imparato a convivere con le assenze ma il bersaglio non cambia: ci servono i tre punti». Massimo Rastelli fa i conti con i forfait di Sau, Munari, Farias e Giannetti, e con i neo riabilitati Capuano e Balzano, ma non molla. Anzi, il tecnico del Cagliari aspetta il Modena con la carica di chi vuole portare a sette di fila la serie delle partite vinte. «Sono solidi e organizzati, dietro possono giocare a tre e a cinque, vedremo. In ogni caso sappiamo affrontare un'avversaria che sa cambiare pelle e conosce la categoria. Granoche? Punta fra le più forti della categoria e non è solo. Dobbiamo essere bravi a concedere poco come abbiamo fatto con nelle ultime con Trapani, Perugia e Vicenza. La missione è chiara: si devono creare le situazioni in avanti, facendo girare palla e costruendo pericoli».
Massimo Rastelli medita su assetto e singoli. Ma intanto ribadisce umiltà e senso pratico: «Il Modena è squadra attenta e applicata, chiude gli spazi e riparte, il canovaccio dovrebbe essere questo. Il Cagliari? Vorrei avere a disposizione l’intera rosa, ci stiamo allenando alle assenze: ho avuto Sau per un terzo delle partite, Giannetti era già mancato e adesso perdiamo per la prima volta Farias. Sì, è una mancanza di peso, Diego può decidere le partite. Ma sopperiremo».
Dal gruppo alle soluzioni. «Intanto, non cambio la struttura della squadra: ho gli uomini per coprire i ruoli e il sistema di gioco. Dietro le punte ho provato Joao Pedro e Barella, caratteristiche diverse ma possono farcela. Magari uno dal via e l'altro a gara in corso. E’ una possibilità. Ho ancora del tempo per dedicere».
Pacato e fiducioso, dall’alto dei 23 punti e del primo posto in classifica condiviso con il Cesena, Rastelli spiega: «Ceppitelli e Krajnc nelle ultime tre gare sono stati superlativi ma è merito anche della continuità e della crescita di squadra. Murru? È cresciuto e ci ha aiutato, così come la costanza di rendimento di Pisacane. Però il lavoro dei difensori si giova anche di quello di centrocampo e attacco. Di Gennaro e Fossati sono basilari per l'equilibrio e Joao Pedro, in mezzo, era più portato alla fase offensiva. Da qui, la ricerca di fonti alternative di gioco e di chiusure delle ripartenze altrui. Cosa mi aspetto da Cerri? Che faccia gol, ha entusiasmo e si fa sempre trovare pronto. Quando l’ho chiamato in causa ha sempre risposto bene».
L’allenatore di Torre del Greco allarga l’analisi: «Il Cagliari è nel mezzo di un processo di crescita continuo. Sappiamo di poter migliorare e credo che lo faremo strada facendo. ma fin d’ora dal campo la risposta è più che confortante».
Mario Frongia
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