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Il Sant’Elia fortino di un Cagliari macchina da gol

di Roberto Muretto
Il Sant’Elia fortino di un Cagliari macchina da gol

I rossoblù finora sono andati a bersaglio con 10 giocatori Ora la squdra di Rastelli deve cambiare marcia fuori casa

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CAGLIARI. Al Sant’Elia il Cagliari marcia spedito. Finora sette su sette per i rossoblù. Un percorso netto che se fosse stato accompagnato da un rendimento esterno migliore, ora le avversarie avrebbero già bisogno del “binocolo” per vedere la squadra di Rastelli. Domenica prossima, a La Spezia, un test importantissimo per la capolista. Incontrerà un avversario che non se la passa bene, da sabato sera in ritiro dopo la batosta subita a Trapani. I liguri, contestati dai tifosi, giocheranno per salvare la panchina del proprio allenatore. Un esame che darà risposte credibili su una formazione che fuori casa perde smalto.

Equilibrio. Ha fatto diversi esperimenti l’allenatore del Cagliari prima di trovare la quadratura del cerchio, ma adesso che ha risolto i problemi tattici, non ha intenzione di cambiare e va avanti sulla strada tracciata. L’esempio calzante è la scelta di far giocare insieme la coppia Di Gennaro-Fossati, che all’inizio della stagione si pensava non potessero coesistere. Invece la soluzione trovata da Rastelli è stata geniale. La presenza di Fossato ha avuto un doppio effetto: liberare la fantasia del compagno e neutralizzare le mosse dei tecnici avversari che spesso facevano marcare Di Gennaro a uomo. La crescita di Murru e le garanzie che dimostra di poter dare Barreca, hanno dato un padrone alla corsia di sinistra in difesa.

Duttilità. Nel calcio è un valore aggiunto. Il Cagliari ha sei-sette giocatori che possono ricorpire più ruoli. Questo consente a Massimo Rastelli di poter cambiare il modulo nel corso delle partite. Cosa che ormai succede regolarmente. Si passal dal 4-3-1-2 al 4-3-3, al 4-4-2. Quando è stato necessario (per esempio nella parte finale del match col Vicenza) lo schieramento è diventato un 4-3-2-1. Cambi in corsa che hanno disorientato gli avversari. Cose che in casa funzionano benissimo, ora bisognerà che abbiano la stessa efficacia nelle gare oltre mare.

Tante bocche da fuoco. Il Cagliari, finora, ha segnato 24 gol. Il dato importante è che lo ha fatto con dieci giocatori diversi. Nessuno in serie B ha mandato così tanti uomini a bersaglio. La conferma delle grandi potenzialità di una squadra che ha tanta soluzioni offensive e lo dimostra di partita in partita. Ma torniamo sempre lì: se in casa vengono costruite una media di nove-dieci occasioni a gara, in trasferta si riducono a meno della metà. Ecco un altro dei motivi per cui il ruolino di marcia esterno è deficitario.

Tour de force. Da qui a fine anno (poi ci sarà una sosta di due settimane) il Cagliari dovrà giocare dieci partite, compresa quella di coppa Italia a Reggio Emilia contro il Sassuolo, in programma il 3 dicembre. Tutte tappe fondamentali per avvicinarsi all’obiettivo: il ritorno in serie A. Alla fine del girone di andata (27 dicembre) si farà un primo bilancio ma il Cagliari si augura di aver già creato un solco con le concorrenti. Dipenderà tutto dal rendimento lontano dal Sant’Elia. E come si può notare, torniamo sempre lì.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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