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Per l’Italia di domani una nuova maglia che guarda al passato

Per l’Italia di domani una nuova maglia che guarda al passato

Presentata a Firenze la divisa che farà l’esordio agli Europei Con Belgio e Romania senza Pirlo. Conte: «Ci sto pensando»

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FIRENZE. Una maglia a colletto alto che si ispira al passato, orlata di tricolore sulle maniche: è l'azzurro che indosserà in campo la nazionale di Antonio Conte, ai prossimi Europei. La nuova maglia dell'Italia è stata presentata ieri a Firenze, nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio.

«Chi non riconosce l'importanza di questa maglia - ha detto Conte - è inadatto ad indossarla». Testimonial della nuova divisa che farà il suo esordio venerdì prossimo in occasione dell'amichevole degli azzurri a Bruxelles contro il Belgio, sono stati il capitano Gianluigi Buffon («mi aspetto di fare un Europeo senza rimpianti, non è detto che si debba vincere per forza, ma bisogna dare tutto»), il difensore della Fiorentina Davide Astori e l'attaccante del Napoli Manolo Gabbiadini. La nuova maglia, realizzata dallo sponsor Puma, è tecnologica (attraverso delle microcapsule permette di gestire il calore corporeo), rilascia un effetto di micro-massaggio in aree specifiche e fornisce un approvvigionamento energetico più veloce, in grado di aiutare i muscoli a mantenersi attivi. Il colletto alto si ispira alle maglie del passato, ci sono dettagli in oro sulle maniche e il particolare «tricolore» sia nella parte destra che sinistra degli orli.

Intanto. è una Nazionale senza Andrea Pirlo, senza uno di suoi uomini-simbolo: Antonio Conte ci sta pensando e non lo nasconde alla vigilia delle ultime amichevoli dell'anno contro Belgio e Romania. «Giovinco non è qui per problemi fisici, Pirlo perché ha smesso di giocare da più di due settimane, quindi la mancata convocazione era prevista - la premessa del ct da Coverciano - Per lui comunque ho bisogno di fare delle valutazioni, la mia stima nei suoi confronti è tantissima e lui sa. Ma io devo essere freddo nelle mie analisi, Andrea va verso i 37 anni. Vediamo. A marzo riprenderà il campionato negli Usa, se lui mi darà come mi auguro delle risposte importanti e avrà tutte la carte in regola sarò il primo ad essere felice, perché lui è un giocatore importante. Altrimenti dovrò cominciare a guardarmi intorno e prendere in considerazione anche l'ipotesi che Pirlo non faccia più parte della nazionale: è un discorso ancora prematuro ma devo farlo per onestà nei riguardi di tutti quanti e oltretutto io non posso farmi trovare impreparato né essere sprovveduto».

E in ogni caso gli spazi azzurri da qui a giugno sono aperti: «Guardo con attenzione anche all'Under 21, se Bernardeschi continuasse così unendo qualità a quantità lo terremmo d'occhio di sicuro. Ma una cosa deve essere chiara a tutti: qui non siamo in condizione di appoggiarci sui singoli, è il gioco che deve farci emergere. Se pensiamo di andare a vincere gli Europei grazie al singolo tanto vale starcene a casa».

L'unico sorriso è per la figlia Vittoria che ieri ha compiuto gli anni e gli aveva chiesto di rimandare via i giocatori per festeggiare assieme: «Le ho detto che non si può ma stamattina le ho dato la cosa più importante: un bacio».

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