A Bruxelles l’Italia cerca il nuovo Pirlo e ricorda l’Heysel
Venerdì con il Belgio la prima delle due amichevoli Cerimonie per i morti dell’85, verrà ritirata la maglia n. 39
FIRENZE. La Nazionale torna a Bruxelles nel trentesimo anniversario della tragedia dell’Heysel: era il 29 maggio dell’85 quando, prima dell’inizio della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, morirono 39 persone, per la maggior parte tifosi italiani. In accordo con la Federazione belga la Figc ha stabilito un programma per commemorare le vittime di quella tragica serata. All’arrivo a Bruxelles, domani, la Nazionale, i dirigenti della Figc e la Juventus rappresentata da Paolo Galimberti e Mariella Scirea, con l’Associazione dei familiari delle vittime dell’Heysel, deporranno dei fiori davanti alla lapide nella curva Z che ricorda la tragedia.
In questa occasione si procederà al ritiro della maglia azzurra numero 39 (una maglia virtuale, visto che la numerazione arriva sino al 23). Il giorno dopo, le attività si concentreranno nel pre-partita e durante la gara. Tra l’altro, al 39’ del primo tempo, tutto lo stadio e le squadre saranno coinvolte nel ricordo mentre i nomi delle 39 vittime, uno per uno, saranno ricordati sui maxischermi dello stadio.
E venerdì si gioca. Rosa al completo, in campo anche Buffon e Bonucci, che ieri pomeriggio aveva svolto un allenamento differenziato. il ct ha fatto svolgere ai suoi una serie di partitelle. Provato un 4-4-2 che prevedeva in difesa, davanti a Buffon, Darmian a destra e Chiellini a sinistra, quest’ultimo alternato a De Sciglio, quindi Bonucci e Barzagli centrali. Candreva esterno sinistro a centrocampo, Florenzi e Cerci alternati a destra, Marchisio e Parolo centrocampisti centrali e la coppia d’attacco Pellè ed Eder. Sulla linea offensiva provati anche Gabbiadini e Okaka in coppia. Oggi doppia seduta.
Che Italia si sta preparando? Difficile adesso immaginare una Nazionale senza Andrea Pirlo come ventilato da Antonio Conte. È difficile per i tifosi e pure per gli stessi protagonisti azzurri che con lui hanno giocato e l'hanno avuto come compagno. Fra questi Riccardo Montolivo con l'ex regista della Juventus, trasferitosi in estate negli Usa, condivide il ruolo e la posizione in campo.
«Non riesco davvero a pensare ad un'Italia senza Andrea - ribadisce il capitano del Milan - Sia chiaro, prima o poi anche lui dovrà smettere e il ct, cui spetta a ragione la decisione, dovrà prima o poi guardarsi attorno pensando come sempre al bene della squadra. Forse il suo momento è legato a quello del calcio Usa. Io? Adesso sono l'ultimo arrivato in questo gruppo e la concorrenza è tanta e forte».».
Basti contare gli assenti (oltre a Pirlo mancano anche Verratti e De Rossi) e considerare il ritorno di Marchisio, la conferma di Parolo e Bonaventura. Mentre altri centrocampisti scalpitano in attesa che Conte li richiami o si accorga di loro: iniziando da Valdifiori, proseguendo con i vari Jorginho, Saponara, Benassi.
Trovare il nuovo Pirlo non sarà un compito agevole per Conte e per il calcio italiano, per questo motivo vorrà pensarci bene prima di rinunciare alla sua classe e alla sua esperienza. Ma l'ex bianconero si avvicina ai 37 anni ed è normale, ovvio che il ct cominci a guardarsi attorno. «Con il gioco l'Italia può colmare il gap con le nazionali più forti - conclude Montolivo - Servono uomini forti in campo e fuori ma prima di tutto serve un'identità precisa di gioco. Io ho fiducia, vedo un gruppo che ha voglia di stupire». Resta da capire se ancora con Pirlo o senza.
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