Nasce la Torres di Marco Sanna
Il nuovo mister: «Prometto solo una cosa: vedrete una squadra che in campo darà l’anima»
SASSARI. «Perchè la Torres? Perchè è Sassari e perchè mi piacciono le sfide. Io spero di riportare la squadra tra i professionisti e spero, soprattutto, di riportare il pubblico allo stadio».
Facciamo un passo indietro. Si aspettava la chiamata della Torres?
«Se devo essere sincero no. Quest’anno stavo seguendo altri campionati e anche di recente ho avuto qualche proposta che stavo valutando. Poi domenica sera mi hanno chiamato dal Vanni Sanna e lunedì ci siamo visti con Luca Dessena, Patalano e gli altri dirigenti».
Nessun dubbio?
«Assolutamente no. Volevo rimettermi in corsa dopo l’esperienza traumatica ad Alghero e questa è una grande occasione. Abbiamo trovato subito l’accordo anche perchè allenare la squadra della propria città è il sogno di ogni allenatore».
E ieri ha conosciuto i ragazzi. Qual è la prima impressione?
«Devo dire ottima. Penso che Ferazzoli abbia fatto un bel lavoro e che la squadra sia stata penalizzata, nelle ultime partite, più da un problema psicologico che tecnico. Possiamo fare meglio e sono sicuro che ci riusciremo. Ne ho già parlato anche con i ragazzi e mi sembrano pronti a ripartire».
Chi conosce di questa squadra?
«Ho già allenato Gigi Scotto e ho seguito Masala quando giocava con il Latte Dolce. Gli altri li ho visti in campo ieri. Mi sembra che la qualità della squadra sia buona».
Ha parlato anche con il presidente Capitani?
«Sì ci siamo sentiti al telefono. E mi è sembrato molto deciso».
Che cosa le ha chiesto il presidente e che cosa ha promesso lei?
«Niente di particolare. Ho detto a Capitani quello che ho detto anche ai ragazzi. La Torres scenderà in campo per provare a vincere tutte le partite. Deve provarci per la storia che si porta dietro e per le qualità tecniche e umane della rosa. Non voglio più vedere una squadra timorosa o impacciata come quella di domenica e credo di aver capito che non succederà più».
Ha chiesto rinforzi?
«Non ne abbiamo parlato. O meglio per il momento andremo avanti così. A dicembre, se riusciremo a restare vicini alle prime, potrebbero esserci sorprese. Su questo il presidente è stato molto preciso».
Spera davvero di poter riagganciare il treno della promozione?
«Dobbiamo ricominciare a vincere. Il campionato è lungo e la distanza dalla vetta non è irrecuperabile. Bisogna crederci e scendere in campo sapendo di essere la Torres».
Che modulo adotterà Marco Sanna?
«Tendenzialmente mi piacciono le squadre che giocano con le due punte, però vedremo di volta in volta in base alle condizioni dei ragazzi e a quelle degli avversari».
Ha parlato del pubblico. Ha un messaggio da mandare ai tifosi?
«Sì. Spero, da sassarese, di riportare i sassaresi al Vanni Sanna. Voglio chiedere ai nostri tifosi di darci una mano e in cambio prometto una squadra che in campo darà l’anima. Io ho sempre dato il cento per cento e continuerò a darlo anche in panchina. Sono certo che lo faranno anche i miei ragazzi».
Intanto domenica c’è la trasferta a Castiadas. Come la vede?
«Ho appena detto che proveremo a vincere tutte le partite. Abbiamo quattro giorni per prepararla. Ci faremo trovare pronti».
Antonio Ledà
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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