La Torres si riconverte al “made in Sardinia”
Giuseppe Pisano e Andrea Colombino al vertice dell’area tecnica e sportiva: «La scelta d’un mister sassarese non è casuale. La promozione? Ci crediamo»
SASSARI. Il nuovo corso della Torres ha il volto di Marco Sanna, ex centrocampista che ha già dato tanto alla società rossoblù, ma la svolta va oltre il cambio in panchina. Le novità annunciate l’altro ieri dal club di via Romita toccano anche la struttura societaria. Manolo Patalano, uomo di fiducia del presidente, di cui è plenipotenziario in Sardegna, (Capitani non si fa vedere a Sassari da quando la squalifica per la vicenda del calcioscommesse è diventata definitiva) ha ridimensionato il suo impegno. Tutta la parte relativa della direzione tecnica e sportiva è da ieri sulle spalle di una sorta di triunvirato compasto da Giuseppe Pisano, Andrea Colombino e Luca Dessena. La novità non è di poco conto perchè la nuova struttura sarà quella che materialmente avrà il compito di seguire la squadra, di operare sul mercato e di gestire il settore giovanile. Compiti importanti che lasciano intravedere sviluppi altrettanto importati e una netta inversione di rotta in un modello di gestione fino a ieri in mano a una sola persona. Che cosa sta accadendo alla Torres e come è nata la svolta? Lo abbiamo chiesto ai nuovi dirigenti rossoblù. «E’ la domanda che ci fanno tutti – ha risposto Giuseppe Pisano – e a tutti ho dato la stessa risposta. Alla base c’è la passione per il pallone e cinque anni di lavoro con la Juventus Academy che ha organizzato e diretto nel Borgo degli Ulivi, alla periferia di Sorso. Tre mesi fa il presidente della Torres mi ha proposto di occuparmi del settore giovanile della società e da allora i rapporti sono solo migliorati. Le cose stanno andando bene tanto che Capitani ci ha chiesto un aiuto anche per la prima squadra. Abbiamo risposto di sì ed eccoci qua».
Quali saranno i vostri compiti?
«Ci occuperemo di tutti gli aspetti tecnici e sportivi, faremo il mercato (sempre che ce ne sia bisogno) e continueremo a lavorare per il settore giovanile. Manolo Patalano gestirà invece gli aspetti economici e amministrativi».
La scelta di Marco Sanna è vostra?
«E’ la nostra prima operazione. Ovviamente d’accordo con il presidente. Sono stato io a chiamare Marco e sono felice che abbia accettato. Credo che sia l’allenatore giusto per rilanciare la squadra».
Lei crede ancora nella promozione?
«Io sono convinto che ci batteremo sino alla fine. La squadra ha giocatori importanti e deve solo ritrovare la fiducia in se stessa».
Esclude un ritorno sul mercato?
«Per il momento sì. In futuro vedremo. Adesso è importante che in nuovo allenatore abbia il tempo di conoscere i ragazzi e fare le sue valutazioni. A gennaio, alla riapertura delle liste, vedremo come saremo messi in classifica e che cosa si potrà fare. Sia in entrata che in uscita».
Dopo undici giornate alcune lacune sono evidenti. C’è bisogno di aspettare ancora?
«Ma noi non siamo fermi. Abbiamo le idee chiare e una serie di contatti bene avviati. Si tratta solo di capire se è davvero necessario intervenire e dove. Un mese in più o in meno non cambia niente».
Capitani ha finalmente scoperto il “made in Sardegna”?
«Il presidente si fida di noi e la scelta di un allenatore sassarese è la conferma che la filosofia societaria è davvero cambiata».
Tra le voci che girano in città c’è anche quella che vuole che il vostro ingresso in società sia il preludio a qualcosa di più di una semplice collaborazione. E’ vero che il dopo Capitani si chiama Giuseppe Pisano?
«No, ho raccolto anch’io queste voci ma mi sembrano molto premature. Per ora c’è soltanto l’impegno come dirigente dell’area tecnica».
Non è una smentita.
«Allora diciamo che Capitani mi ha offerto, qualche tempo fa, di prendere il suo posto al timone della Torres. Io ho preso tempo e, per il momento, ho dato la disponibità a collaborare. In futuro vedremo. Però in questo momento non mi sembra che ci siano le condizioni per un passaggio di mano della società».
Esclude che siano in arrivo altre sorprese?
«Per questa stagione sì. La squadra concluderà il campionato e io spero che lo vinca. Capitani ha delegato alcune responsabilità ma i soldi li ha messi lui e ha promesso che continuerà a sostenere la Torres. A giugno faremo i conti. Ma io mi considero fortunato e nel mondo del pallone un pizzico di ottimismo non guasta».
Antonio Ledà
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