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«Dobbiamo dare un senso al girone di ritorno»

«Dobbiamo dare un senso al girone di ritorno»

SASSARI. Meo Sacchetti non pensa alla grande rimonta di due stagiuoni fa in Eurocup, quando la Dinamo con un ultimo quarto strepitoso ribaltò la differenza canestri e si qualificò agli ottavi di...

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SASSARI. Meo Sacchetti non pensa alla grande rimonta di due stagiuoni fa in Eurocup, quando la Dinamo con un ultimo quarto strepitoso ribaltò la differenza canestri e si qualificò agli ottavi di finale. Il coach della Dinamo vede solo una partita che i suoi uomini possono solo vincere, per non trasformare la seconda parte del girone in una passerella più faticosa che redditizia: «O vinciamo o siamo fuori» dice.

Ci sono stati tanti appelli al pubblico, significa che è davvero un’occasione importante?

«Questa partita dobbiamo vincerla per non chiudere il girone di andata a zero punti, il che renderebbe praticamente impossibile una rimonta. Abbiamo perso le prime quattro partite, adesso dobbiamo giocarne due di fila in casa, contro il Bamberg e contro il Darussafaka. Dobbiamo vincere per dare un senso al girone di ritorno, per trovarci ancora impegnati nella lotta per passare il turno. Per quanto riguarda il pubblico, questa è un’occasione importante e ci piacerebbe avere il pubblico che solitamente ci sostiene nelle occasioni importanti».

Il Bamberg è al terzo posto del girone con due vittorie e due sconfitte, sta dimostrando di essere all’altezza della situazione.

«Abbiamo visto che è una squadra organizzata, profonda, che spesso gioca con due playmaker. Una squadra sicuramente concreta, non particolarmente pesante fisicamente ma con lunghi atletici. La tendenza sta un po’ cambiando, prima in Euroleague tutti giocavano con centri grossi e pesanti, adesso ci sono diverse squadre che stanno virando verso lunghi più atletici. Per esempio abbiamo visto il Cska Mosca».

Uno di questi lunghi atletici del Bamberg è Melli, un giocatore per il quale ha sempre avuto un debole.

«Melli ha trovato un allenatore e un sistema di gioco nel quale viene valorizzato, a Milano evidentemente non succedeva. Mi piace molto, è vero, ma onestamente non potevamo permettercelo».

Il coach Trinchieri dopo il vostro scudetto ha detto che è stato premiato il concetto di “depenalizzazione dell’errore” di Meo Sacchetti. Cosa ne pensa?

«Non sono uno che fa i cambi punitivi. Diciamo che certi errori li accetto, altri no. Per esempio, se Varnado si prende un tiro da tre in transizione non sono contento, dovrebbe farlo Logan, ma posso accettarlo. Quello che non accetto è il non rientrare in difesa o non fare un tagliafuori. Dò sempre nuove possibilità, però non bisogna approfittarne».

Rinfrancato dopo la vittoria ad Avellino?

«Sì ma basta coi black-out. In euroleague la differenza non la fa il fisico ma l’intensità di gioco che deve essere per forza di 40’ altrimenti sei morto».(r.s.)

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