Per il Muravera una giornata storta
I tre punti all’Astrea ma c’è molto da recriminare. Dubbia espulsione di Dessena
ROMA. Finisce come nel peggiore degli incubi la trasferta romana del Muravera, con una sconfitta decretata da una rete messa a segno all'alba e l'altra al tramonto del match. Sul campo neutro del Tanas l'Astrea ha vinto 2-0 un match buono per raccogliere punti in chiave salvezza, ma per la squadra di Piras il ko esterno sa tanto di beffa, soprattutto per il fatto che il Muravera ha giocato una buona partita, decisa da due episodi e forse sbavata da una decisione arbitrale che lascia l'amaro in bocca, leggasi l'espulsione comminata a Dessena, preso nel mucchio dei giocatori che si lamentavano e si davano qualche spintone di troppo. Giornata no, insomma, cominciata su un campo neutro (i lavori dello stadio di Casal del Marmo), vissuta senza tifosi al seguito (si è giocato a porte chiuse perché il campo prescelto non è adibito, per quel che riguarda l'affluenza del pubblico, alla categoria) e chiusa col supplemento di viaggio, col passaggio obbligato a Napoli per prendere il volo di ritorno. Stavolta poi non c'è stato neanche il tempo di prendere le misure, visto e considerato che dopo due minuti i romani erano già in vantaggio grazie alla rete di Gaeta, capitano dei “penitenziari” bravo sotto porta a intervenire d'anticipo sul rasoterra di Simonetta proveniente dalla sinistra. Attoniti ma non demoralizzati, quelli del Muravera hanno avuto la capacità di non subire il contraccolpo psicologico, hanno fatto quadrato e rialzato subito la testa, fermo restando che nella fase ascendente del match conclusioni vere e proprie, da una parte e dall'altra, non è che ci siano state: i tentativi di Dessena, Onano e Satta non hanno impensierito l'estremo difensore degli avversari e dall'altra parte comunque l'unico intervento di Arrus è arrivato su un tiro lemme lemme di Simonetta. Più animata è stata certamente la ripresa, con la squadra di Piras brava ad alzare il baricentro e a tenere per lunghi tratti gli antagonisti nella propria metà campo. Reduci entrambe le squadre da pareggi (3-3 interno per il Muravera e 1-1 per l'Astrea) a un certo punto c'è stata la netta sensazione che anche la sfida di ieri potesse chiudersi in parità. Poi, dopo che Arrus era stato bravo a sventare in angolo l'opportunità più ghiotta dei capitolini, capitata sui piedi di Vecchiotti, ecco il forcing finale della squadra isolana. Plastico un primo intervento di Placidi su legnata di Sogus, ingenuo Cotza a tirare piano, seppur angolato, dopo aver lasciato sul posto il controllore Russo, buona comunque la manovra di Vignati e soci, nonostante l'inferiorità numerica decretata dal signor Boscarino, che al termine di un parapiglia innescato per un calcio di punizione assegnato al Muravera ha ammonito Placidi e Gaeta e mostrato per la seconda volta il cartellino giallo a Dessena. Così, con la decimata squadra di Piras posizionata nella metà campo avversaria alla ricerca del pareggio, il neo entrato Mania al 90' ha pensato bene di tirar fuori dal cilindro un tiro da trenta metri che ha trovato lontano dalla porta Arrus. Due a zero e tutti a casa, con mille e più recriminazioni.
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