Rastelli, la serie B non ha segreti
L’allenatore della capolista Cagliari conosce il campionato come pochi: «E’ un bel vantaggio, lo so»
CAGLIARI. Massimo Rastelli è un allenatore che con la serie B ha tanta confidenza. Un campionato nel quale da giocatore ha uno score di 386 presenze, condite da 68 reti. Da tecnico, questa è la terza stagione nella cadetteria (le prime due sulla panchina dell’Avellino). «E’ un vantaggio, grande o piccolo non lo so - spiega il mister del Cagliari -, sapere molti segreti di questo torneo. Ho la fortuna di conoscere come giocano tanti dei miei colleghi ma anche le caratteristiche di quasi tutti i giocatori. Questo mi consente di preparare nei dettagli le partite».
Non a caso nella passata stagione è stato ad un passo dall’ottenere la promozione in A con gli irpini, perdendo la semifinale playoff col Pescara, tradito da una traversa nel recupero. «Ai ragazzi - aggiunge Rastelli - ho sempre detto che bisogna scendere al livello degli avversari. Se loro usano la sciabola, la stessa cosa dobbiamo fare noi. In certe partite non lo abbiamo fatto e siamo stati puniti. Contro lo Spezia ho visto lo spirito giusto. Siamo stati bravi a non farci intimorire, ribattere colpo su colpo, colpire al momento giusto. Non nascondo che abbiamo avuto un briciolo di fortuna ma ce lo siamo andati a cercare e siamo stati premiati».
L’allenatore del Cagliari è meticoloso, perfezionista. Ha un archivio personale fornitissimo, pieno di dati e curiosità, che non fa vedere a nessuno, se non ai suoi più stretti collaboratori. Una “cassaforte” custodita in un tablet che porta sempre con sè. «In serie B non ci sono certezze - sottolinea -, ecco perchè quando si parla di noi come una corazzata che deve vincere tutte le partite un po’ mi disturba. Ci si dimentica che ci sono altre società che hanno costruito squadre per andare in serie A ma si nascondono. Noi siamo in testa meritatamente, però siamo consapevoli che la strada da fare è tanta. Guai a distrarsi un attimo o pensare che il più sia fatto. Il Cagliari sta crescendo ma può fare ancora meglio».
Avere quattro punti di vantaggio sulla coppia Bari-Crotone non è poco dopo tredici giornate. In casa i rossoblù le hanno vinte tutte, se migliorano il rendimento esterno, allora per le dirette concorrenti diventa tutto più complicato. «Non è facile scendere in campo sapendo che non puoi sbagliare - spiega Rastelli -. Anche se sei un professionista e hai la maturità per giocare tranquillo, questo fardello in qualche modo ti condiziona. Noi abbiamo constatato a nostre spese le critiche che ci sono piovute addosso dopo le sconfitte con Pescara e Novara. Ma credo che proprio quelle partite sono state lo stimolo per reagire e dimostrare che sappiano non solo essere belli ma anche molto concreti. Domenica alla Spezia c’è stata la conferma».
Tutto questo con tanti infortunati o assenti per gli impegni delle nazionali. «E’ dalla gara di Chiavari che non ho più avuto tutto l’organico a disposizione - conclude l’allenatore del Cagliari -. Se andate a leggere le formazioni, sono sempre stato costretto a cambiare. Preferisco avere problemi di abbondanza».
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