Dinamo, Meo non ritratta: «Il tempo delle parole è finito, ora i fatti»
Il coach analizza con più serenità la situazione ma rincara la dose: «Vado avanti con chi dà garanzie»
BOLOGNA. «Il tempo delle lunghe attese è finito. Ora come ora chi è in grado di dare qualcosa alla squadra giocherà, vorrà dire che gli altri guarderanno da fuori. Non credo di avere altre soluzioni».
Il giorno dopo la pessima prestazione di Bologna, Meo Sacchetti non ritratta le dichiarazioni rese nella sala stampa della Unipol Arena. La delusione per la sconfitta viene superata dalla presa d’atto relativa all’inconsistenza di diverse pedine fondamentali della squadra biancoblù. «Ci aspettavamo senza dubbio qualcosa di più – sottolinea il coach sassarese, con un tono un po’ rassegnato –. Abbiamo provato in tutti i modi a recuperare certi giocatori, a coinvolgerli, ma continuiamo a non avere risposte. Una cosa è certa: il tempo delle parole è finito, contano solo i fatti».
A Bologna Sacchetti ha provato a vincere la partita con i “suoi” giocatori, da Logan a Devecchi, da Alexander agli altri italiani del roster. «Diciamo che arrivati a un certo punto ho preferito tenere in campo chi stava dando qualcosa e chi dimostrava di essere vivo. Petway? È vero che nella sua carriera non è mai stato leader, ma nessuno gli sta chiedendo di esserlo, neppure a Sassari. Gli chiediamo anche di sbagliare, se capita, ma comunque di battere un colpo. Invece non arriva niente. Nè col quintetto, nè partendo dalla panchina. Alla Unipol Arena – racconta Sacchetti – dopo l’intervallo ci ho riprovato con il quintetto di partenza, nonostanti i risultati non certo soddisfacenti, e non c’è stato nulla da fare. Allora sono andati avanti con gli altri. Ed è quello che continuerò a fare».
Oltre al disastroso Petway, ci sono Varnado ed Eyenga in piena involuzione. «Varnado dopo la botta subita a Varese ha giocato una buona partita in Eurolega ma poi lo vedo ancora sofferente al fianco. Però lo vorrei più atletico – insiste il tecnico della formazione sassarese –, più inserito. Eyenga qualcosa ce l’aveva fatta vedere e ora si è un po’ fermato. Ho cercato altre soluzioni con Alexander e anche Brian ci sta dando una mano. Insomma, ci sto provando in tutti i modi...».
Anche nel ruolo di play ci sono problemi: né Haynes né Stipcevic stanno facendo faville in cabina di regia. «Pensavamo di avere perso qualcosa a livello di penetrazioni e aggressività – spiega Meo Sacchetti – ma di avere guadagnato molto a livello di letture di gioco. Direi che ancora non ci siamo».
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