L’Olbia volta pagina: martedì il cambio al vertice
Pino Scanu passa la mano a un gruppo di imprenditori con interessi nell’isola Il progetto è di riportare al più presto la squadra in Lega pro e rilanciare il vivaio
OLBIA. Telefoni roventi, strette di mano, faldoni autografati. Il futuro dell’Olbia nasce così, tra riunioni fiume e scambi di garanzie. Mancano solo gli ultimi dettagli. Poi la società olbiese non sarà più nelle mani dell’attuale dirigenza. L’Olbia diventerà di proprietà di un ristretto gruppo di imprenditori. I loro nomi restano ancora top secret, ma secondo alcune indiscrezioni i futuri padroni del club bianco sarebbero vicini a Massimo Moratti, l’ex patron dell’Inter con importanti interessi in Sardegna. E si dice anche che questa operazione comprenda in qualche modo Tommaso Giulini, il presidente del Cagliari, un tempo nel cda dell’Inter. Giulini ha già smentito ma in Gallura il suo nome continua a girare. Di certo c’è soltanto che si sta per voltare pagina. Tanto che il presidente Pino Scanu e la dirigenza domenica saluteranno i tifosi bianchi. Per l’occasione il biglietto di ingresso al Bruno Nespoli costerà soltanto un euro.
La svolta. Manca pochissimo. Il definitivo passaggio di consegne dovrebbe avvenire nei primi giorni della prossima settimana, forse martedì. Poi l’Olbia avrà ufficialmente una nuova proprietà, che finalmente uscirà allo scoperto per presentarsi alla città. Una svolta, questa, che arriva dopo mesi di lavoro certosino ma sempre lontano dai clamori. La scorsa primavera si era parlato abbondantemente di un forte interessamento da parte del Qatar, proprio all’indomani dell’inaugurazione del cantiere dell’ospedale Mater Olbia. Tutto sembrava definito. Invece nel corso dei mesi l’operazione è lentamente tramontata.
Il progetto. I futuri proprietari dell’Olbia avrebbero le idee molto chiare. L’obiettivo sarebbe quello di rilanciare la società olbiese, nata esattamente 110 anni fa, e di conquistare innanzitutto la Lega pro. Tra le ambizioni ci sarebbero anche quelle di far crescere il vivaio e di fare dell’Olbia un modello virtuoso e capace di ritagliarsi nuovi e importanti spazi nel panorama calcistico regionale.
Si volta pagina. Con l’entrata in scena dei nuovi proprietari si chiude un capitolo lungo 5 anni. Era infatti il 2010 quando l’Olbia venne rifondata, dopo il fallimento della gestione Rusconi. Una operazione che di fatto salvò la storia e il nome di una delle realtà più importanti della Sardegna. Tra i principali attori di quella mossa le Vecchie glorie guidate da Pino Scanu, che poi divenne presidente della nuova società. Nel settembre 2010 si ripartì dall’Eccellenza dopo tanti anni di C2. Pian piano la società è cresciuta, si è data una struttura, ha riavviato il suo vivaio e ottenuto rilevanti risultati sul campo. Dopo tre stagioni in Eccellenza, l’Olbia è riuscita infatti a riaffacciarsi sul palcoscenico nazionale con la conquista della serie D nella primavera del 2013. Nella quarta serie i bianchi hanno giocato due stagioni (la terza è in corso) collezionando un quarto e un terzo posto. Portare avanti una società come l’Olbia, soprattutto nel bel mezzo della crisi economica, non è stato comunque per nulla semplice per la dirigenza guidata da Scanu. Sempre più difficile far quadrare i conti quando non si dispone di grandi risorse. Anche per questo si è lavorato giorno e notte per passare il testimone a dei nuovi protagonisti, a patto che fossero seri e ambiziosi.
Biglietti a un euro. In tutti questi giorni, comunque, la dirigenza non ha confermato né smentito nulla. Ha soltanto fatto sapere che, in accordo con la futura proprietà, domenica, in occasione della gara contro l’Albalonga, per l’ingresso allo stadio Bruno Nespoli si pagherà soltanto un euro. Un modo per salutare i tifosi bianchi prima di cedere definitivamente la società.
Dario Budroni
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