L’abbraccio dei giocatori tra gioia e malinconia
I protagonisti della giornata: «Gran lavoro di chi ci saluta, noi continueremo a dare il massimo»
OLBIA. Si brinda, ci si abbraccia, si sorride. Ma non come le altre volte. Nella pancia del Bruno Nespoli, tra spogliatoi e segreteria, si respira un’aria un pochino malinconica. Perché per molti dirigenti quella di ieri è stata l’ultima partita. Per Pino Scanu soprattutto. Lui ancora preferisce non parlare, manifesterà le sue emozioni sicuramente mercoledì, quando non sarà più il presidente di quest’Olbia che ha trainato per cinque lunghi anni. Ieri Scanu ha seguito la partita come al solito sul lato sinistro della tribuna. La gente si è avvicinata e lo ha salutato più del solito. Enrico Spano, lo storico speaker del Nespoli, dopo il triplice fischio ha anche sparato a tutto volume la canzone «Un amore così grande». «L’ho messa per Pino, perché lui ha guidato l’Olbia con grande amore e grande passione» ha poi spiegato la voce del Nespoli.
Il capitano. Parlano invece i giocatori. Anche per loro sono momenti particolari. Il cambio di proprietà in qualche modo riguarderà anche loro. Daniele Molino, dall’estate 2014 capitano dell’Olbia, è il primo a presentarsi davanti ai taccuini. «Anche noi siamo in attesa, ne sappiamo quanto voi – spiega Molino -. La proprietà uscente ha fatto comunque un grande lavoro, ha preso la società dal fallimento e l’ha portata in serie D, puntando a farla crescere sempre di più». Poi Molino parla della partita. Ieri è salito a quota 7 gol, sempre su rigore. «Beh, anche quelli vanno fatti – sorride il capitano -. La gara è stata comunque ottima. Siamo subito riusciti a mettere in difficoltà l’Albalonga. La vittoria è meritata. Ora pensiamo al derby di mercoledì contro la Nuorese e poi alla corazzata Viterbese».
Sempre più Mastinu. Giuseppe Mastinu ormai è incontenibile. Segna e regala spettacolo. Ora sono 8 i gol realizzati dall’attaccante bianco. «Per me è un bel momento, sono contento – commenta Mastinu -. Comunque abbiamo giocato una grande gara, la più bella del campionato. Sono riuscito a sbloccarla grazie a un assist di Steri e a una deviazione di un difensore. Poi i gol di Molino e Giglio hanno chiuso i giochi. Ho visto un’Olbia decisa e concreta». Anche Mastinu dice due cose sulla rivoluzione societaria: «Alla dirigenza vanno tutti i nostri ringraziamenti, ci ha portato fin qui. Poi quando avverrà il passaggio continueremo a lavorare con professionalità».
Gran ritorno. Beppe Giglio, 37 anni, era mancato qualche settimana per un brutto colpo al volto. Due domeniche fa ha giocato pochi minuti, ieri è entrato nella ripresa e ha procurato un rigore e infine segnato il 3-1. Sono 7 i gol realizzati dal bomber siciliano. «L’Olbia è stata braca a cercare la vittoria con pazienza e determinazione – commenta Giglio, che poi parla del passaggio di proprietà -. Io ho conosciuto i presidenti Putzu, Rusconi e Scanu. Adesso si apre un nuovo capitolo. Ma al momento ringrazio la dirigenza uscente. A Pino Scanu ho detto che non è da tutti fare un passo indietro. È un segno di coerenza che non possiamo non apprezzare». (d.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google