Mariotti: troppa tensione Sanna: sfatato un tabù
L’allenatore della Nuorese ne ha per tutti: «Ho visto cose inaccettabili» Il mister rossoblù minimizza: «Gioco duro, ma c’era da aspettarselo»
NUORO. Il gol a tempo scaduto di Demartis ha cambiato il volto di una gara che la Nuorese, dopo il vantaggio della Torres era riuscita a riprendere in mano. Questo il commento di Marco Mariotti tecnico verdazzurro: «Devo fare un plauso ai miei ragazzi perchè pensavo di finire la partita in cinque. Sono stati bravi e intelligenti a non andare dietro alle provocazioni di una terna arbitrale che è stata a dir poco scandalosa - sottolinea –. Ma a me interessa quello che è successo sotto il profilo tecnico. E questo ha detto che abbiamo affrontato una delle squadre più forti del girone e noi siamo stati bene in campo. Il dispiacere è di aver preso gol all'ultimo secondo del primo tempo con una giocata che Demartis ha nelle corde. Nella ripresa la partita è scivolata via su tanti episodi brutti, si è giocato poco al calcio e ci sono stati tanti calci. Mi sono arrabbiato con i ragazzi perchè noi dobbiamo pensare solo a giocare. Se poi gli altri sono più bravi va bene e la Torres è un ottima squadra».
Il tecnico della Nuorese chiama in causa il difensore della Torres Cafiero per aver colpito a gioco fermo Cappai e Nuovo: «I ragazzi sono stati bravi perchè se ci fossi stato io in campo non so cosa sarebbe successo. Perchè se un giocatore che è stato tra i professionisti si permette di dare due cazzotti, uno a Cappai e uno, a gioco fermo, a Nuovo, allora penso che il calcio stia prendendo una brutta strada. Ci sono dei valori che sono al di sopra del calcio, che vanno oltre la vittoria a tutti i costi. Quello che è successo è molto grave. Poi parliamo di violenza. Ma sono fiero dei miei ragazzi e dei nostri tifosi. Ci sono società, come la nostra, che pagano gli stipendi e che ci permettono di fare tutto. Cose che altre squadre in molti casi non fanno. Io guardo queste cose. Ma se fare calcio significa vincere ad ogni costo allora lo sport sta andando verso una fine davvero ingloriosa».
Giuseppe Sanna
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