Tridente super, l’Olbia spicca il volo
I bianchi battono l’Albalonga e salutano la dirigenza di Scanu. Da domani comincia la nuova era con Alessandro Marino
OLBIA. Tutti fanno un gran bel lavoro. Corrono, inventano, difendono. E poi ci sono quei tre che non ti fanno pentire di aver preso acqua e freddo per andare allo stadio. L’Olbia ha giocato bene. Ha smontato le ambizioni di una Albalonga che voleva riprendere il volo. Ha sparato tre colpi di artiglieria pesante, con la firma del tridente Mastinu-Molino-Giglio, e ha centrato la quinta vittoria consecutiva. Ora la classifica comincia a farsi piuttosto interessante: la squadra di Oberdan Biagioni sorpassa appunto l’Albalonga e l’Ostiamare e si siede al quinto posto insieme alla Nuorese. Roba inimmaginabile fino a un mesetto fa. Tutto questo nel giorno del grande addio. Quella di ieri, infatti, per Pino Scanu è stata l’ultima partita da presidente. Martedì ci sarà la firma dal notaio, poi l’Olbia sarà nelle mani di Alessandro Marino.
Pioggia e Olbia. Lo stadio è più affollato del solito: la dirigenza ha infatti deciso di far pagare l’ingresso soltanto un euro, un modo per salutare i tifosi prima di ufficializzare il cambio di proprietà. Comunque la partita comincia sotto una bufera di vento e pioggia. L’Olbia parte subito molto bene e si rende pericolosa. L’Albalonga, allenata dall’ex Cristiano Gagliarducci, fa fatica e al 10’ perde anche Cruz: al suo posto La Cava, un altro ex. Ma è la squadra di Oberdan Biagioni a tenere le redini del gioco e ad attaccare di più. Si rende spesso pericolosa dalle parti di Matera, per esempio con Mastinu, Molino, Formuso e Ricciardi. Ma la palla ancora non entra. L’Albalonga spunta verso il finire del primo tempo: Pintori calcia una buona punizione ma Van Der Want è insuperabile, poi Marinaro tira da fuori area ma la palla esce di poco.
Tridente super. Nella ripresa la musica non cambia. L’Olbia è più determinata ma non riesce a fare gol. Così Biagioni manda in campo il convalescente Giglio al posto di Formuso. Allo stesso tempo l’Albalonga rimane in dieci per il doppio giallo rimediato da Gordini. È il momento giusto per colpire. Così poco più tardi, esattamente al 24’, l’Olbia sblocca il risultato: Giuseppe Mastinu riceve palla da Alessandro Steri e spara il suo sinistro, un difensore sporca la traiettoria e il pallone si insacca a fil di palo. 5’ più tardi il raddoppio: Panini atterra Giglio in area, l’arbitro assegna il rigore e dal dischetto Daniele Molino punta l’angolino e non sbaglia. Al 33’, però, l’Albalonga accorcia le distanze quando Pintori beffa la difesa olbiese e in solitaria corre verso la porta di Van Der Want, per poi metterla dentro senza troppi problemi. Ma l’Olbia non ci sta. E al 40’ chiude definitivamente i giochi: Mastinu serve di tacco Beppe Giglio, il bomber siciliano calcia con potenza e gonfia la rete alle spalle di Matera.
Nuova era. L’Olbia saluta quindi con una vittoria pesante la dirigenza guidata da Pino Scanu. I passaggi di consegne infatti sono già avvenuti. Manca l’ultimissima firma dal notaio. Poi da martedì il nuovo proprietario (e presidente) dell’Olbia sarà Alessandro Marino, il manager abruzzese molto vicino al presidente del Cagliari Tommaso Giulini (e si dice anche a Moratti). Mercoledì sarà invece convocata una conferenza stampa per ufficializzare l’operazione. Alessandro Marino, classe 1975, laurea alla Bocconi, dottorato negli Usa e faculty member alla Luiss, è appena uscito dal cda del Cagliari ed è stato vicepresidente della Fluorsid, la società di Giulini che opera nel settore delle estrazioni. Il progetto di Marino è ambizioso: conquistare la Lega Pro e fare dell’Olbia una società virtuosa e modello, magari in collaborazione con il Cagliari. Si parla anche di trasformare il campo di allenamento della Basa in uno stadio.
Dario Budroni
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