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Si cambia rotta per eliminare le contraddizioni

Si cambia rotta per eliminare le contraddizioni

Haynes, Varnado, Eyenga e Petway da recuperare Un sistema opposto a quello al quale eravamo abituati

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SASSARI. Si cambia rotta. Del resto, così come non esiste un replicante di Travis Diener, anche un allenatore che vada sulla scia di Sacchetti è impossibile da trovare perché Meo ha uno stile unico. Calvani predica un altro basket e la trasformazione sarà evidente, soprattutto è qui perché comunque con Sacchetti questa squadra non decollava. Non era cucita su misura per il suo basket, o meglio ancora, lo era soltanto nelle intenzioni perché al momento dei fatti sono emerse state alcune contraddizioni evidenti. Tanto che quando è venuta fuori la frase «Forse non sono il coach giusto per questi giocatori o loro non sono i giocatori per me» si è capito che la situazione era piuttosto grave. Ecco alcune situazionisulle quali il Banco si è incartato.

Lo spartito di Haynes. Il playmaker è sempre stato il perno principale del gioco di Sacchetti, che di fatto mette in mano le chiavi del gioco d’attacco dando piena libertà di scelta e invenzione con la clausola di alzare il ritmo. Haynes, che comunque ha ringraziato Meo Sacchetti con un tweet pieno di rispetto, è sembrato a disagio nonostante non gli manchino talento e tecnica. Probabilmente ha bisogno di uno spartito nel quale muoversi, come accaduto a Siena con allenatore Marco Crespi. Proprio quel tecnico che, secondo le voci, sarebbe dovuto arrivare a Sassari in estate.

Tornado Varnado. Non ha i piedi e l’agilità di Shane Lawal, tanto che spesso va in debito d’ossigeno su certi ritmi, non può andare a raddoppiare costantemente fuori dall’area (da qui anche i troppi falli) e nemmeno fare certi sprint a tutto campo dopo il rimbalzo. Calvani con lui è arrivato alla finale scudetto e sa come sfruttare le qualità che ha (o dovrebbe avere).

Air Congo. Meo ha sempre voluto esterni capaci di fare canestro da fuori. Cristian Eyenga è un atleta terrificante ed è molto efficace vicino a canestro, ma da lontano è una delle mani più quadre che si siano mai viste da queste parti: il 9% da tre punti, alla fine, non è tanto diverso dal 15% che aveva a Varese lo scorso anno. Stare largo per uno scarico o di costruirsi un tiro negli ultimi secondi non è roba per lui, sicuro.

L’enigma Petway. The Arrow continua a litigare coi tifosi su Twitter (“Hai mai giocato in una squadra di Eurolega?” è la sua ultima risposta piccata alla critica di un fan) e lunedì è stato anche bersagliato da applausi ironici, la società continua a dargli fiducia e ora col cambio del coach e del sistema di gioco, sicuramente più simile a quello al quale era abituato in Grecia, il terreno è a lui più favorevole. Sembra quello più indiziato in caso di cambiamenti nel roster perché non è che si limita (si fa per dire...) a giocare male ma sembra proprio assente dal dal contesto. E nessuno, tantomeno la Dinamo, può permettersi di regalare in ogni partita un americano agli avversari.(r.s.)

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