Cacciato per un “porca miseria”»
Rasak non ci sta. «Mezza squadra fatta fuori, qualcosa non torna»
ROMA. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? Nel dopo partita dei rossoblù le opinioni sono diverse e per un Rasak che ammette di essere sceso in campo un po' troppo nervoso, c'è un Casini che invece scarica una bella fetta di responsabilità (per non dire tutte) sulla terna arbitrale . Il clima che si è respirato è riassunto nel racconto della espulsione di Rasak. «C'è stata una palla finita oltre la linea bianca del fallo laterale - racconta il giocatore _ ma l'assistente dell'arbitro è rimasto con la bandierina abbassata. Io ho reagito facendomi scappare un "porca miseria" ma l'arbitro ha sentito solo il "porco" e ha pensato che fosse rivolto al guardialinee. Ho provato a spiegargli che era un malinteso ma non c'è stato nulla da fare. Da quel momento la partita si è incattivita e la terna ha continuato a sbagliare».
Anche Raucci vede il bicchiero mezzo vuoto, Soprattutto in prospettiva. «Domenica mezza squadra ferma per squalifica. E sono tutti giocatori importanti. Così rischiamo di compromettere il campionato. Ed è un peccato perché anche oggi abbiamo dimostrato di sapere giocare a pallone e di poter vincere contro chiunque». Il difensore è soddisfatto della sua prova ma elogia anche i compagni «perché non abbiamo mollato mai. Nemmeno quando sembrava impossibile raddrizzare la gara».
Più ottista Musto, autore del gol che evitato che la beffa diventasse galattica. «Abbiamo lottato sino alla fine e questo è un segnale per preciso che lanciamo al campionato. Io credo che diremo la nostra nella corsa per la promozione e se è vero che oggi loa classifica di è mossa poco e anche vero che la Torres c'è e soprattutto vuole esserci».
Sulla responsabilità di calciare il rigore il bomber fa sfoggio di umiltà. «Non ho avuto paura. Ho deciso l'angolo e ho calciato deciso. E' vero che l'errore è sempre in agguato ma chi va sul dischetto non deve caricarsi di troppe responsabilità. Altrimenti diventa tutto più difficile. E' vero che avessimo giocato tutta la gara 11 contro 11 e con lo stesso spirito del secondo tempo non sarebbe finita così».
A. L.
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