«Recuperiamo la condizione mentale»
Coach Calvani: «Questa partita può esserci utile per rimetterci in carreggiata»
SASSARI. «Le polemiche e le questioni extra sportive? Sono situazioni che capitano a chi fa questo mestiere. L’unica cosa che possiamo fare è isolarci e pensare ad allenarci». Marco Calvani si tuffa nel nuovo appuntamento con l’Eurolega con un occhio puntato sul campo e l’altro sulle turbolenze dell’ambiente biancoblù.
«Non è semplice, certo, e se lo fosse magari non sarei stato chiamato a ricoprire questo ruolo – dice il coach della Dinamo –. È il gioco delle parti, queste situazioni capitano. La manifestazione del pubblico può essere lecita dopo il fischio finale, i fischi in corso d’opera non li condivido. La squadra veniva da una vittoria importante, ed è vero che ha perso una partita altrettanto importante con Trento, ma bisogna guardare oltre. Io mi devo concentrare su ciò che mi compete, ovvero preparare al meglio le partite».
Col discorso qualificazione già archiviato, cosa può portare la sfida di Eurolega di oggi? «È ovvio che potendo fare un mio “precampionato” avrei scelto di non fare la coppa. Con Malaga se non altro affronteremo situazioni offensive che abbiamo già visto. Cercheremo di perdere meno tempo possibile. L’Eurolega per noi deve essere un’esperienza che aggiunge, non che toglie. Con Mosca e Maccabi abbiamo dimostrato di essere competitivi anche a questi livelli».
Alla reazione del gruppo al cambio di partita, ha fatto seguito una prevedibile fase di calo, che ha portato alla brutta gara di domenica mattina. «Io vedo quello che facciamo in palestra, mi fa piacere che ci sia gente che viene a vederci lavorare perché così si può rendere conto. I risultati sono figli di un percorso che ha bisogno di tempo. Nessuno ha la bacchetta magica. Anche l’anno scorso ci sono stati momenti di crisi, il percorso prevede anche purtroppo dei passi falsi. C’è modo e modo di farli, e certamente la performace di domenica è stata censurabile».
Dopo fischi e polemiche, come si riparte? «Prima di parlare con i giocatori ho parlato con manager e presidente che mi hanno trasmesso grande serenità. Anche contro Trento abbiamo costruito tiri aperti, tantissimi, e ci sono stati errori che normalmente non vengono commessi. Può essere un problema di testa. Ma abbiamo fatto un terzo quarto da 30 punti. Quindi la squadra non è assente. Non cerco alibi e giustificazioni, devo provare a togliere zavorre, perché a distanza di tre giorni dalla buona prova col Maccabi non eravamo noi. Il mio compito è anche alleggerire la testa, in certe situazioni bisogna dare fiducia ai singoli, perché dal mio modo di vedere sono tutti professionisti seri e giocatori seri». (a.si.)
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