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Torino e Dyson sulla strada del Banco

di Andrea Sini
Torino e Dyson sulla strada del Banco

I sassaresi recuperano gli infortunati e puntano a conquistare il sesto successo esterno. In palio c’è il pass per la Final Eight

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SASSARI. Dalla Baviera al Piemonte con la mente più leggera e la voglia di continuare a dettare legge in trasferta. Chiusa a Bamberg la parentesi Eurolega, la Dinamo si rituffa nel campionato e si prepara ad affrontare lo scivoloso impegno in casa della Manital Torino. Tanti i temi di questo match, valido per la dodicesima giornata di andata della serie A.

Verso la Final Eight. La sfida di questo pomeriggio al PalaRuffini (palla a due alle 18,15) rappresenta uno snodo importante della stagione biancoblù, perché una vittoria regalerebbe alla squadra di Marco Calvani la certezza della qualificazione alla Final Eight di coppa Italia con tre gare d’anticipo sulla fine del girone d’andata. Si tratterebbe del primo traguardo, seppur minimo, per una stagione che sinora non ha regalato troppe soddisfazioni alla società sassarese.

Riecco Dyson, ecco Vitucci. Il match di oggi vedrà in campo un solo ex, ma è di quelli di peso: Jerome Dyson, protagonista del triplete biancoblù dello scorso anno, dopo essere stato “scaricato” dalla Dinamo (un po’ per le pretese economiche considerate inarrivabili, un po’ perché non è mai stato un pupillo di coach Sacchetti), è rimasto a piedi per alcuni mesi e a metà novembre ha firmato con la società torinese. Dal giocatore americano ci si attende una grande prova di orgoglio: la Dinamo è avvisata. L’altro elemento che dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme per i biancoblù riguarda il recente cambio di panchina in casa piemontese: in settimana coach Bechi è stato esonerato e al suo posto è arrivato Frank Vitucci, ex Avellino e Varese, vecchia conoscenza del Banco, che nella sua carriera ha affrontato ben 20 volte (bilancio 10-10). È normale attendersi una reazione d’orgoglio da parte di Mancinelli e compagni, che occupano l’ultimo posto in classifica con appena due vittorie (ma una delle due è arrivata contro l’Olimpia Milano) e nelle ultime 9 gare hanno un bilancio di 1-8.

L’infermeria si svuota. Se a Bamberg i sassaresi hanno scelto di rinunciare a Petway, Logan e Varnado (lasciati a casa per curare al meglio i rispettivi acciacchi), stasera al PalaRuffini coach Marco Calvani dovrebbe essere in grado di contare sul roster al completo: in questi due giorni e mezzo trascorsi a Torino la squadra si è finalmente allenata con tutti gli effettivi, cosa che non accadeva da parecchio. Resta comunque un punto interrogativo sul tipo di apporto quantitativo e qualitativo che i tre (in particolare Petway, assente ormai da un paio di settimane) saranno in grado di fornire sul parquet.

I corsari. Il Banco di Sardegna arriva a questa sfida forte di 7 vittorie in 11 partite che le valgono il sesto posto in classifica in solitaria, a 2 soli punti dall’insolito quintetto che guida il campionato e che oggi potrebbe sgranarsi. La particolarità sta nel fatto che cinque di queste sette successi sono stati conquistati in trasferta (a Cantù, Varese, Avellino, Capo d’Orlando e Caserta), dove la Dinamo ha perso una sola volta, nella sciagurata serata di Bologna. Tutte formazioni che in classifica si trovano alle spalle dei sassaresi, proprio come la Manital Torino: ma se da un lato è chiaro che in questa fase della stagione la Dinamo rende meglio in trasferta, l’esito della gara odierna è tutt’altro che scontato. Nella serata in cui Brian Sacchetti cercherà di sfondare quota 1000 punti in serie A (gliene mancano appena 3), il Banco ha l’occasione per proseguire la sua marcia verso la quadratura del cerchio.

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