Dinamo-Reggio, si ripropone la sfida infinita
Al palazzetto il remake della finale scudetto Per i sassaresi si apre un trittico delicatissimo
SASSARI. Da una sconfitta contro l’ultima in classifica, alla necessità di battere l’attuale capolista. Tutto in tre giorni, tutto senza molte alternative. La Dinamo di Marco Calvani torna in campo questo pomeriggio in piazzale Segni (palla a due alle 20,45) per affrontare l’ennesimo esame di maturità di questa altalenante stagione. Dall’altra parte della barricata non ci sarà una squadra qualunque, ma l’avversaria di mille battaglie di questi ultimi anni: la Grissin Bon Reggio Emilia.
Lo scenario. In palio stavolta non ci sarà il titolo tricolore e neppure l’accesso alla finalissima della Supercoppa, come nella sfida dello scorso settembre, proprio a Torino. Lo scontro di stasera, che in caso di vittoria garantirebbe a Logan e compagni di staccare il biglietto per la Final Eight di Coppa Italia, mette la squadra sassarese di fronte agli oggettivi limiti palesati in questi primi tre mesi di stagione: l’estrema difficoltà a imporsi sul proprio parquet (0-5 in Eurolega, due sole vittorie in cinque gare di campionato) e l’incapacità di battere una squadra di prima fascia. Lasciando perdere l’Europa, la Dinamo quest’anno ha infatti perso con la stessa Reggio in Supercoppa, mentre in campionato ha superato in maniera rocambolesca Cremona e poi si è fatta rullare da Brindisi, Venezia e Trento. Alle difficoltà oggettive legate al valore della squadra allenata da Max Menetti, che guida la classifica a quota 18 punti in compagnia di Cremona e Milano, vanno dunque aggiunte questi poco piacevoli presagi.
Vietato fallire. «Abbiamo la forza per superare questo momento e per battere Reggio Emilia», ha detto Calvani in sede di presentazione della sfida; e in effetti nella sua gestione il coach non ha mai visto la squadra sfigurare contro le corazzate, vedi Mosca, Maccabi e Malaga (contro Bamberg il roster era decimato). Vietato avere un atteggiamento remissivo, dunque, anche perché sino a prova contraria lo scudetto è ancora cucito sulle maglie sassaresi e ci resterà per tutta la stagione. E anche se gli interpreti sono oggi quasi tutti diversi, come ieri ha sottolineato con decisione lo stesso coach, sulla carta la squadra è stata costruita per vincere anche e soprattutto questo tipo di confronti. Tra i biancoblù, soltanto Varnado accusa ancora qualche acciacco, mentre gli altri componenti del roster sono a posto. La sfida con Reggio apre infine un trittico da brivido, che vedrà la Dinamo impegnata domenica ancora in casa contro Pistoia e il giorno dopo Capodanno al Forum di Assago contro Milano. Come dire: ora il gioco si fa veramente duro.
Le differenze. La Dinamo ha sempre il miglior attacco della serie A con 89,4 punti segnati a partita, mentre la Reggiana è quarta con 79,8. Enorme, dalla parte degli ospiti, la differenza a livello difensivo: Lavrinovic e compagni concedono appena 70,8 punti (seconda miglior difesa dopo Milano), mentre il Banco ne subisce 80,4 (terza peggior difesa). A rimbalzo, Reggio vince 35,4 a 32,3, concedendone anche meno agli avversari (34,6) rispetto ai sassaresi (36,5).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

