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Formisano: «Ottimista per il futuro»

Formisano: «Ottimista per il futuro»

Volley B2 femminile: l’analisi della schiacciatrice opposta del Capo d’Orso Palau

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PALAU. Che cosa significa essere mancini? Tante cose. La maggior parte delle tradizioni associa simbolicamente la mano destra al bene e la sinistra al male, ma esistono “la mano sinistra di Dio” e “la mano sinistra del diavolo”. Elena Formisano è più semplicemente la mano sinistra del Capo d’Orso Palau, formazione che milita nel campionato nazionale di B2 femminile di pallavolo e nella quale lei ricopre il ruolo di schiacciatrice opposta. «Nella pallavolo - spiega lei - significa avere traiettorie di attacco diverse dagli altri giocatori, e quindi creare delle difficoltà ulteriori all’avversario, perché non è facile murare un mancino. Quindi è di certo un vantaggio».

Per voi è stato un fine anno in salsa agrodolce, con la sconfitta a Castelsardo nel derby contro la Alephmatic, ma comunque l’arrivo alla sosta di fine anno al terzo posto in classifica, in piena zona playoff…

«Abbiamo iniziato giocando tanti tie-break, e gli alti e bassi ci stanno. Comunque la posizione in classifica è promettente, sono ottimista».

Soddisfatta delle prime dieci giornate di campionato?

«Forse potevamo fare qualcosa in più, soprattutto nelle gare giocate in casa potevamo fare tre punti, ma mancano ancora tre giornate del girone di andata e tutto il ritorno, quindi non ci lamentiamo. E’ un buon punto di partenza».

Secondo lei l’Alepmatic Castelsardo si salverà?

«“Se giocano tute le prossime gare come hanno fatto contro di noi hanno ottime possibilità».

Classe 1989, due anni fa, dopo tante stagioni nel Volley Genova, ha disputato la B1 nell’Hermaea Olbia. Poi è andata ad Offanengo in B2, e ora al Capo d’Orso Palau. Cosa l’ha convinta a tornare in Sardegna?

«Lavoro anche qui come dietista, professione odiata specialmente in questi periodo di feste, e poi mi è piaciuta la proposta del Palau, una società seria e un ambiente familiare molto bello. Sono contenta».

Il suo fondamentale migliore e quello peggiore?

«Il migliore direi l’attacco visto il mio ruolo. Il peggiore la ricezione, e infatti non la faccio in partita»

Nella sua prima stagione sarda ad Olbia ha raggiunto i playoff, lo considera un precedente beneaugurante?

«Speriamo, noi puntiamo sempre al massimo».

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