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Per la Dinamo uno scivolone che fa perdere 5 posizioni

di Andrea Sini
Per la Dinamo uno scivolone che fa perdere 5 posizioni

Il meno 37 di Milano rappresenta la sconfitta più pesante della storia della società sassarese La squadra chiude il girone d’andata al sesto posto: nella Final Eight troverà Cremona

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INVIATO A MILANO. Meno 37 in campo, meno 5 (posizioni) in classifica. Una sconfitta da record, quella che la Dinamo ha subito sabato ad Assago contro l’Ea7 Milano nell’anticipo dell’ultima giornata del girone d’andata. Il peggiore ko della storia biancoblù lascia pesanti strascichi sul morale e fa retrocedere i sassaresi sino al sesto posto, che vale l’accoppiamento contro Cremona nei quarti di finale della Final Eight. In fondo poteva andare peggio.

Ko da record. L’87-50 di sabato rappresenta il peggiore passivo mai incassato in epoca moderna, ovvero dagli anni Ottanta in poi. Il record era sinora rappresentato dal -31 dell’aprile 1997 contro Pozzuoli, mentre due stagioni fa, in piena sbornia post vittoria in Coppa Italia, i biancoblù incassarono un -29 ad Ankara in Eurocup.

Il gambero. Dal possibile titolo di campione d’inverno al sesto posto nello spazio di appena 40 minuti. Quello di Milano, per la squadra di Marco Calvanii, è un ruzzolone da record del mondo anche da questo punto di vista. Le dirette concorrenti hanno tutte vinto, tranne Venezia, che perdendo ad Avellino ha determinato l’accoppiamento Cremona-Sassari per i quarti, proprio come lo scorso anno a Desio. E siccome al calendario piace fare scherzi spiritosi, le due squadre si affronteranno in Lombardia nella prima di ritorno, dopo l’All Star Game. Poteva andare peggio, è vero, ma la sorprendente squadra di Pancotto – che lo scorso ottobre a Sassari gettò via una partita già vinta – resta una delle più belle realtà di questo campionato. Haynes e compagni però devono immediatamente lasciarsi alle spalle la brutale sconfitta di Milano, arrivata dopo le due belle vittorie contro Reggio Emilia (campione d’inverno) e Pistoia (quarta).

Le imbarcate. Perdere senza lottare e senza trovare minimamente una soluzione a un’emorragia iniziata dopo appena 7’ di gioco fa malissimo, ma non si tratta certo del primo dei problemi. L’anno scorso Reggio perse di 50 (cinquanta) punti a Milano, poi arrivò a un canestro dallo scudetto. Preoccupa però la disinvoltura con la quale in questa stagione il Banco si sia fatto travolgere senza opporre resistenza: meno 14 in casa Brindisi, meno 12 con Venezia, meno 15 con Trento (tutte in casa). Senza contare l’Eurolega, con 5 ko per oltre 15 punti. Quando una gara si mette male, insomma, anzichè trovare una reazione ci sono sempre buone possibilità che si metta persino peggio. Sabato il campanello d’allarme ha suonato subito, con zero canestri segnati dall’area nei primi 15’.

I dubbi di Calvani. Scavallata metà della stagione regolare, non si è comunque capito cosa i campioni d’Italia abbiano intenzione di fare da grandi. Dopo i primi allenamenti a Sassari, Marco Calvani disse che aveva a disposizione i migliori giocatori che potesse sognare. Due settimane fa ricordò a tutti che “la squadra dello scudetto non esiste più” e che questa è un’altra squadra. Ora il coach sembra avere completamente corretto il tiro: «il valore della squadra dello scudetto – ha detto l’altra sera al Forum – non è paragonabile a questo». Il coach ha mostrato di poter dare un’impronta alla squadra (vedasi le gare con Reggio e Pistoia) e merita pazienza. Di più: arrivati a questo punto merita un rinforzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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