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Dal sogno Nba a Istanbul, Gigi Datome progetta un anno di “cose turche”

di Andrea Sini
Dal sogno Nba a Istanbul, Gigi Datome progetta un anno di “cose turche”

A 28 anni il giocatore olbiese è nel pieno della maturità agonistica «Il 2015 è stato molto intenso, ora voglio vincere col Fenerbahce»

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La maturità di un over 30 e la freschezza di un ragazzino. Un bagaglio già pieno di esperienze in giro per il mondo e la voglia di confermarsi al top a livello contite. A 28 anni appena compiuti (è nato il 27 novembre 1987), Luigi Datome è nel pieno della sua maturità e vive questa importante fase della sua carriera con la massima serenità. Per il capitano della nazionale azzurra il 2015 è stato un anno cruciale: da Detroit a Boston per arrivare a Istanbul, ovvero dalla Nba al ricchissimo e super competitivo campionato turco. Il passato è passato e il presente si chiama Fenerbahce. Per il nuovo anno la stella made in Sardinia ha le idee molto chiare.

Riavvolgiamo il film: qual è stato il momento più bello e intenso del suo 2015?

«A Istanbul sto vivendo molti momenti felici, ma visti gli obiettivi per cui giochiamo spero che i più belli saranno nel 2016. Quindi riguardo il 2015 direi i due mesi trascorsi ai Boston Celtics sono stati una bellissima vittoria personale».

Qual è stato il momento peggiore degli scorsi dodici mesi?

«Il momento peggiore è stato sicuramente l’infortunio all’Europeo, era il mio gruppo finalmente al completo. Mi è dispiaciuto non aver potuto dare una mano fino in fondo alla squadra azzurra».

Da Detroit a Istanbul, passando per Boston e la nazionale. In effetti è stata un’annata particolarmente intensa. Qual è il bilancio del 2015?

«È stato un anno molto intenso dove è successo di tutto: cominciato a Detroit dove non giocavo mai, con una parentesi di 3 partite con la squadra di D league, un livello di pallacanestro osceno. Poi Boston, finalmente il campo e l’aver avuto un ruolo in una squadra da playoff con la ciliegina dei 22 punti nell’unica partita che sono riuscito a disputare da titolare».

Poi è arrivata l’estate, con le grandi speranze per l’Europeo.

«L’estate 2015 me l’ero cerchiata nel mio calendario personale, quindi avevo svolto una grande preparazione per essere al meglio e un europeo vissuto solo per due partite ma che ci permesso un’ultima speranza di arrivare a Rio per le Olimpiadi. Infine Istanbul, il ritorno in Europa in un top club europeo. Essere un giocatore importante di una squadra di Obradovic è qualcosa di cui vado molto orgoglioso. Direi che è stato davvero un anno intenso, con sensazioni altalenanti, ma sicuramente da ricordare».

Dalla sua attività sui social si vede che le piace esplorare la nuova realtà in cui vive. Come si trova a Istanbul, anche a livello umano?

«È una città mozzafiato. Quando ho la possibilità la giro per immergermi meglio nella nuova cultura. Ci sono tanti posti in cui sembra di essere in un cinema a cielo aperto».

Il Fenerbahce si sta dimostrando fortemente competitivo. Quali sono le prospettive per questa stagione?

«Giochiamo per vincere ogni competizione a cui partecipiamo. Altissime aspettative in una città unica, non potevo chiedere di meglio».

Cosa augura alla Sardegna sportiva e ai sardi in generale per il nuovo anno?

«Ai sardi auguro più serenità. So che la disoccupazione, specialmente quella giovanile, è molto alta quindi auguro che tante persone possano trovare un lavoro e realizzarsi secondo le proprie aspirazioni. Allo sport della mia regione auguro che possa essere una scuola di vita per le generazioni future. E spero che anche qui si investa un pochino di più per permettere ai bimbi di avere la scelta dello sport da poter praticare e non l’obbligo di dover scegliere tra le poche discipline disponibili».

@andreasini78

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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