Tutto in pochi mesi: il sogno di Poddighe è un pass a 5 cerchi
Pentathlon moderno, il sassarese reduce da un gran 2015 contenderà a Petroni l’ultimo posto utile per le Olimpiadi
SASSARI. Un 2015 da incorniciare, ma il 2016 potrebbe andare ancora meglio per il pentatleta sassarese Fabio Poddighe, impegnato in una corsa frenetica che ha per traguardo le Olimpiadi di Rio de Janeiro. La federazione nazionale ha infatti varato un progetto olimpico, nel quale il portacolori della Sport Full Time è inserito assieme ai suoi compagni in azzurro Riccardo De Luca e Pier Paolo Petroni. L’Italia, come le altre nazioni, potrà portare in Brasile due atleti, e dato che De Luca è già qualificato di diritto (ha vinto la Coppa del Mondo 2015), ecco che i giochi sono ristretti a Poddighe e Petroni, pronti a un lungo testa a testa per guadagnarsi il secondo posto.
«Ci giocheremo tutto nei prossimi mesi – commenta Poddighe –. A fine febbraio prenderà il via la nuova edizione della Coppa del Mondo, quattro tappe di qualificazione fra Egitto, Brasile (proprio a Rio), Ungheria e Italia, più la finale negli Usa, che danno punti per il ranking olimpico, attraverso cui si qualificano i primi 36. A fine maggio invece si svolgeranno in Russia, a Mosca, i campionati mondiali, e i primi tre classificati avranno gli ultimi tre pass per Rio».
A che punto è la sua preparazione?
«Attualmente sono in una fase di carico fisico, ma sono proprio questi i mesi più importanti, nei quali costruisci lo stato di forma che poi devi mantenere durante il periodo delle gare. In più, sto partecipando a un intenso ciclo di collegiali con la nazionale, che puntano in modo particolare sulla scherma. Sono già stato in Ungheria, dal 17 gennaio sarò a Parigi e dal 7 febbraio a Roma. Stanno dando buoni frutti, perché in pedana sono sempre più sicuro e competitivo».
Cosa si aspetta da Coppa del Mondo e Mondiali?
«Intanto mi andrebbe già bene ripetere le buone prove dell’edizione 2015, dato che dopo le prime tre tappe ero in testa al ranking internazionale, ma senza presunzione penso di poter andare anche meglio. Per i Mondiali vedremo, dipende se dovrò arrivarci al meglio perché mi serve il risultato, mentre se dovessi avere già ottenuto la qualificazione attraverso la Coppa ovviamente la mia preparazione sarà ormai orientata verso agosto. Ma gareggerei ugualmente».
Come valuta questo testa a testa serrato fra lei e Petroni?
«Sento di potercela fare, ovviamente anche lui è capace di ottime prestazioni: ce la dovremo giocare fino alla fine. Se poi dovessimo centrare entrambi la qualificazione dovrà decidere il direttore tecnico».
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