Momento cruciale per la cura Calvani
Alexander da giocatore chiave a comparsa. Il coach cerca nuovi equilibri
SASSARI. Un po’ di riposo e una sosta da impegni ufficiali assolutamente provvidenziale, per tirare un attimo il fiato e provare a riprendere un discorso iniziato bene ma che apparentemente ha avuto un rallentamento. La cura Calvani si sta scontrando con i problemi legati alla composizione del roster (troppi esterni e pochi lunghi per il suo “credo”) e con i troppi flop a livello di singoli.
A un mese e mezzo dal suo arrivo a Sassari, il tecnico romano ha già vissuto la tipica fase di reazione della squadra dopo il cambio di allenatore (a Mosca e a Capo d’Orlando), il momento di “down” (il ko contro Trento), una prima raccolta dei frutti del lavoro (le belle vittorie contro Reggio Emilia e Pistoia), sino a scontrarsi, nelle ultime due partite, con i problemi di cui sopra. Il suo bilancio in campionato è 4-3 in campionato (come Sacchetti) e 0-5 in coppa, mentre Sacchetti ha chiuso con 0-6 in Eurolega.
Dal punto di vista tattico, Calvani è riuscito trovare in Matteo Formenti una pedina chiave per equilibrare esterni e lunghi in varie opzioni di quintetti. Un po’ quello che Jeff Brooks faceva lo scorso anno. Nel frattempo, però, si sono letteralmente persi per strada Joe Alexander e Jack Devecchi: l’ala americana, costantemente in bilico tra il ruolo di “quattro” dinamico (alla Sacchetti) e la necessità di venire impiegato come centro, è sprofondata in un tunnel: dai 14,3 punti e 5,8 rimbalzi (in 27,6 minuti) delle prime 7 gare di campionato, le cifre dell’ex Milwaukee Bucks sono crollate e 5,3 punti e 3,3 rimbalzi in 18,4 minuti. Sino all’orlo del taglio.
Il capitano, anche lui in crisi di fiducia, è passato da frequenti apparizioni in quintetto base a un utilizzo ridotto e a singhiozzo. I 14 minuti di Szolnok possono essere un buon punto di partenza per riprendere fiducia. (a.si.)
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