Giulini cerca casa: «Olbia ma non solo, ci stiamo pensando»
Il patron del Cagliari sullo stadio e gli accordi col Comune Mercato: «Ci teniamo Cragno e aspettiamo Gazzi»
SANLURI. Oltre al match clou di Crotone, ha in agenda la presentazione a Bilbao del video sul nuovo stadio del Cagliari alla convention Uefa-Lega B, l’ingresso di Daniele Conti nel settore giovanile e l’arrivo di Gazzi: «Domani (oggi, ndr) gioca con il Torino contro l’Empoli. Dopo ne sapremo di più». Tommaso Giulini, bagno di folla e gli staff societari schierati al completo in tribuna al Campu Nou. Il presidente scherza con Capozucca («Vede che Colombo può farci da secondo e Montaperto fare il terzo. Direttore, perché vuol farci spendere soldi per un altro portiere?»), riceve pacche e abbracci dai sanluresi, si spende con l’amministrazione locale: identità, territorio e attenzione per i supporter sono gambe solide di un progetto nitido. Il patron vola leggero. Intanto, dal Cagliari si ha la conferma: Conti entra nel gruppo coordinato da Mario Beretta. Il settore giovanile agonistico, dai Giovanissimi alla Primavera, avrà l’ex capitano come “maestro di tecnica” per i centrocampisti, mentre Suazo si occuperà delle punte e Giandon dei difensori.
Il progetto lievita. Tommaso Giulini accelera. «Il mercato aperto fino al 31, e anche quello estivo in corso quando già si gioca, non lo capisco. Ma le regole sono queste. Di certo, se arriva Gazzi siamo a posto. Nel caso, difficile, dovesse partire Deiola o Cragno, ci penseremo assieme agli allenatori con attenzione. Anche perché Colombatto sarebbe in prima squadra a tempo pieno e non vogliamo che la Primavera ne risenta».
Presidente, Cragno saluta e arriva Belec dal Carpi?
«Non credo venga Belec. Crediamo in Cragno e vogliamo si metta in mostra: nel 2015 non ha giocato una gara da titolare. Anche Barella meritava questa chance: in due anni nel giro della prima squadra ha giocato tre partite dal via. Saranno due pilastri del Cagliari del prossimo futuro».
Colombo stava per tornare a Napoli?
«Sì. De Laurentiis ce lo ha chiesto. Ma è troppo importante per carisma e qualità. Rimane per fare il terzo».
Questione stadio: qual è lo stato dell’arte?
«Lavoriamo col Comune per la conferenza preliminare di servizi di fine gennaio. L’amministrazione deve manifestare pubblico interesse al nostro progetto. Fino ad allora non c’è spazio per parlare di stadio temporaneo. Che sarà la priorità, se tutto fila liscio, a febbraio».
Quali sono le opzioni?
«Con il Comune abbiamo qualche idea da affinare. Va precisato che a Olbia andremo solo se a Cagliari non troviamo soluzioni adeguate. Per due anni dovremo adattarci e la scelta deve essere meditata per bene».
Oltre a Olbia, Carbonia, Quartu, Iglesias pressano.
«Dietro l’Olbia c’è un bacino importante, un progetto di crescita che punta alla Lega Pro: ipotizziamo uno stadio utile al club e al territorio anche dopo il Cagliari. In ogni caso, la scelta terrà conto del budget della municipalità coinvolta, di trasporti, distanza, parcheggi e tempistica. Ringrazio i comuni che si stanno proponendo, ma direi che è inutile cavalcare le utopie».
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