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Rastelli: «Vietato abbassare il ritmo, il campionato è lungo»

Rastelli: «Vietato abbassare il ritmo, il campionato è lungo»

SANLURI. Massimo Rastelli si gode l’attimo. Il test in famiglia chiude sette giorni di lavoro post pandoro e brut. «Sono soddisfatto dell’approccio, è servita per ritrovare ritmo e condizione. La...

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SANLURI. Massimo Rastelli si gode l’attimo. Il test in famiglia chiude sette giorni di lavoro post pandoro e brut. «Sono soddisfatto dell’approccio, è servita per ritrovare ritmo e condizione. La Primavera è ben organizzata, l’abbiamo affrontata concentrati. Da martedì pensiamo al Crotone, ci dobbiamo arrivare al top. La formazione? Ho mischiato le carte». Assediato dalla tifoseria, il tecnico del Cagliari non ha dubbi: «Il calore dei tifosi ci aiuta e sostiene. Abbiamo fatto 46 punti, sono tanti ma guai a rilassarci. Bastano tre vittorie e vai in testa, altrettante sconfitte o un paio di pareggi e scendi. La B è così. Sorprese? Oltre al Crotone, Brescia e Novara. Il Pescara sta risalendo e il Bari è lì. Lo Spezia si sta rinforzando: questo gruppetto andrà fino in fondo».

Rastelli è sereno. La squadra c’è. «Lo scudetto d’inverno risponde al progetto societario, all’organico di qualità e al nostro lavoro. Di certo, non è il frutto del caso se siamo in vetta. La squadra cresce ed è uscita bene anche dai passaggi difficili pur con le assenze pesanti di Sau, Balzano, Capuano, Ceppitelli». Rastelli, l’uomo con la “cazzimma”. «Delle tre sconfitte rigiocherei la partita con il Novara e terrei in campo Di Gennaro, che rimase fuori per scelta etica dopo l’espulsione di Pescara». Onesto, senza giri di parole. Anche sui saluti di Barella: «A Salerno ha mostrato di poter giocare titolare ma con Joao Pedro e Farias rischia di giocare poco: parte per crescere, fare venti partite, maturare e tornare più forte di prima. Colombatto? Sta con noi, è forte ma non carichiamolo di troppe responsabilità».

Si parla di mercato, l’allenatore vira deciso: «Sono all’opera il direttore e la società». Per il resto, l’animo del guerriero che tra i cadetti ha battuto con l’Avellino tutte le grandi. E con il Cagliari ha girato come solo Juve e Sassuolo negli ultimi dieci anni. Il tecnico sorride. Vacanze in famiglia, tanta lettura («Nello staff tecnico ci scambiamo i legal thriller, mi manca l’ultimo di Grisham. I giocatori? Non leggono, solo play station e cellulari»), uno sguardo in casa d’altri: «In tante si rinforzeranno, noi procediamo così, con due titolari per ruolo. I tre colleghi più bravi di me in B? Cosmi, Marino e Juric». (m. fr.)

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