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Il maestrale spinge Cagliari verso il 2024

di Sergio Casano
Il maestrale spinge Cagliari verso il 2024

E’ il vento (ma non solo), il segreto che fa preferire l’isola come sede delle regate per le eventuali Olimpiadi di Roma

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CAGLIARI. Sempre più ai Raggi X e sotto la lente di ingrandimento del comitato olimpico.

Cagliari, che poco prima di Natale ha battuto la concorrenza della Maddalena (nel periodo di regate il vento non è il massimo) e di numerose altre città italiane (tra le tante candidate c’erano anche Bari e Napoli, che ha inutilmente protestato) ed è stata scelta come sede delle regate veliche nel caso che Roma riuscisse a ottenere l’assegnazione delle Olimpiadi del 2024, sta ricevendo la visita di alcuni consulenti del comitato olimpico.

Lunedì è approdato nuovamente nel capoluogo isolano il pool di esperti composto – oltre che da un meteorologo –, anche da velisti di grande e provata tra i quali spicca soprattutto Francesco De Angelis. Un big della vela internazionale, l’ex skipper di Luna Rossa nella Coppa America, che conosce quasi alla perfezione ogni segreto del Golfo degli Angeli per averci regatato in occasione di importanti competizioni.

La prima volta addirittura nel luglio del 1993, quando il velista napoletano partecipò alla One Ton Cup, il campionato mondiale one tonner, e di recente con Luna rossa, che prima della rinuncia alla Coppa America aveva scelto – non per caso – proprio Cagliari come sede ideale per preparare l’avventura, lungo tre anni di impegno.

Il maestrale, che gli ha dato subito il benvenuto, De Angelis lo conosceva già ma alcune aree della città dove dovranno sorgere le strutture olimpiche non ancora: «Ma non sono state solo le condizioni meteorologiche con il suo vento prevalente come appunto il maestrale - dice Pietro Sanna, presidente del comitato regionale della Fiv – a promuovere il capoluogo sardo come città in grado di ospitare le regate olimpiche. Al di là del vento, Cagliari è affidabile anche perché è una città vivibile, tranquilla, né piccola e né grande. Caratteristiche che consentirebbero di controllare, anche dal punto di vista della sicurezza per gli atleti, un’area accentrata e ristretta che comprenderebbe il Poetto, Marina Piccola e Calamosca. Poi, Cagliari è dotato anche di un moderno aeroporto internazionale, che con le Olimpiadi potrebbe essere potenziato».

Ad ospitare il villaggio olimpico potrebbe essere scelta la zona di Calamosca non distante da Sant’Elia e dai quartieri storici adiacenti al porto della via Roma. Una grande occasione, per Cagliari, la riqualificazione sul fronte mare del lato opposto della Sella del diavolo, ovvero del colle di Sant’Elia che, anche a causa delle servitù militari, non è riuscito mai a decollare ed ad essere valorizzato.

A parte il supporto logistico infrastrutturale che dovrà essere ancora realizzato, Cagliari e il Golfo degli angeli sembrano avere tutte le carte in regola per fare da scenario ai Giochi olimpici del 2024: «Il Golfo degli angeli ha superato l’esame a pieni voti già da tempo – aggiunge Alberto Floris, presidente dello Yacht Club Cagliari, che, grazie alle Olimpiadi, insieme al Windsurfing Club e alla sezione della Lega Navale farebbero un grande salto di qualità sotto l’aspetto tecnico e logistico – da quando cioè sono state organizzate anche dal nostro circolo manifestazioni prestigiose, con skipper del calibro di Russell Coutts, che hanno portato alla ribalta mondiale la nostra città. Non dimentichiamo che il Golfo degli angeli è stato scelto dal team di Luna Rossa come campo di allenamento per lanciare la sfida alla Coppa America. Poi è andata come tutti sappiamo ma a consolarci sono state le squadre delle nazionali olimpiche, compresa quella azzurra, che ogni inverno utilizzano le acque del Poetto per allenarsi. Insomma, se Cagliari ha battuto la concorrenza di tante altre città, più di un motivo ci sarà senz’altro stato».

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