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La Torres dà fastidio: «Noi all’ergastolo e ancora non basta»

La Torres dà fastidio: «Noi all’ergastolo e ancora non basta»

Domenico Capitani contesta le richieste della Procura: «Siamo totalmente estranei al malaffare delle scommesse»

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SASSARI. Aveva promesso di seguire la sua squadra da lontano, evitando polemiche e discussioni, ma dopo l’ennesimo schiaffone arrivato dagli uffici della Procura federale Domenico Capitani ha rotto il silenzio. La richiesta di sette punti di penalizzazione da scontare nella stagione in corso (e, come surplus, un’ammenda da 30 mila euro) sono un’esagerazione anche per chi, come il patron rossoblù, alle esagerazioni dovrebbe averci fatto il callo.

Presidente di aspettava una richiesta del genere?

«Avevo un po’ di timore ma francamente le conclusioni dell’accusa mi sembrano del tutto fuori luogo. La Procura vuole caricare altri vent’anni di reclusione a una società che è già stata condannata all’ergastolo. Qua non stiamo parlando di giustizia ma di accanimento teraupeutico».

Sta dicendo che c’è un complotto ai danni della Torres?

«Lo avete detto voi ma la risposta mi sembra evidente. La Torres dà fastidio perchè è una società isolana, perchè non ha santi in paradiso e perchè sconta antipatie anche in Sardegna».

Sta dicendo che c’è chi rema contro anche nell’isola?

«Io credo di sì. E questo vale per la Torres e, più in generale, per tutte le realtà del nord Sardegna. Basta leggere i giornali di questi ultimi mesi».

Ma la Torres che c’entra?

«Guardi sarà un caso, ma appena le cose cominciano ad andare bene (e in questo caso dal punto sportivo stanno andando benissimo) succede qualcosa di extracalcistico che ci crea problemi. Io comincio a credere che ci sia dietro un preciso disegno».

Si era parlato di una sua rivalità con Lotito perchè lei era stato uno dei più decisisi oppositori di Macalli, ma adesso...

«E’ tutto vero, ma non voglio credere che la Torres stia pagando una scelta di politica sportiva del suo presidente».

Se lei fosse stato più prudente usando il telefonino...

«Guardi che io non ho fatto assolutamente nulla. Sono stato condannato dalla giustizia sportiva per una cosa inesistente. La Torres ha perso la Lega Pro per un reato che non abbiamo commesso e per una partita di Coppa Italia che non ci interessava. E’ una vergogna e non mi stancherò di ripeterlo».

Torniamo alle richieste dell’altro ieri. Sette punti sono tanti.

«Vogliono rovinarci un altro campionato. E anche questa volta per episodi ai quali siamo totalmente estranei».

Anche questa volta l’accusa usa le intercettazioni telefoniche per sostenere una presunta combine.

«Molto presunta perchè non c’è assolutamente nulla. In occasione del match a Monza Nucifora, allora ds rossoblù, stava trattando l’arrivo di Virdis. In oaccasione della gara con la Pro Patria l’avvocato Nucifora non era più alla Torres. Di che cosa stiamo parlando? Sa qual è la cosa più assurda? Che in occasione del primo processo sia stata ripescata la Pro Patria, coinvolta fino al collo nello scandalo, e adesso rischia di avvantaggiarsi il Grosseto che ha come direttore sportivo proprio l’avvocato Nucifora. Tutto questo pazzesco».

Presidente perchè non cede la Torres?

«Perchè non c’è nessuno disposto a prenderla. C’è un sacco di gente che parla di Torres ma io non ho mai ricevuto lo straccio di una proposta».

Tra i “si dice” che anche la voce di una società che affoga nei debiti.

«Sono balle. La Torres ha un bilancio in ordine, certificato e controllato dagli ispettori della Covisoc. Chi dice il contrario lo fa perchè ha qualche interesse neanche tanto nascosto. E anche in questo caso so quello che dico».

Qualche settimana fa i soci della “Fondazione Torres” hanno chiesto chiarimenti su alcune voci del suo bilancio. Non credo sia un reato.

«A quel gruppo di tifosi ho già risposto con un documento che è stato pubblicato sul sito della società. Non ho altro da aggiungere. Sui reati poi vedremo...»

Presidente sembra di capire che le uniche soddisfazioni arrivino dalla squadra?

«I ragazzi si stanno comportando molto bene e sono sicuro che continueranno a farlo a prescindere da quello che succederà a Roma».

Si è pentito di non aver affidato la squadra a Marco Sanna fin dall’inizio della stagiova fane?

«E’ l’unico errore che mi rimprovero. Marco Sanna si sta confermando un ottimo allenatore e un grande motivatore. Ha aggiunto un pizzico di orgoglio tutto sardo a un gruppo che ha talento e voglia di arrivare».

Capitani che fa autocritica è una notizia. Domenica sarà a Genzano?

«Penso di sì. E’ da tanto che non vedo giocare la Torres».

Antonio Ledà

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