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l’arringa dell’avvocato rossoblù

«Niente prove, dovete proscioglierci»

«Niente prove, dovete proscioglierci»

Il processo Dirty Soccer entra nel vivo, tra 10 giorni la sentenza

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ROMA. Dopo la requisitoria dell’accusa nel processo per lo scandalo del calcio scommesse la parola è passata agli avvocati della società coinvolte nell’inchiesta. Tra i primi a prendere la parola il legale della Torres Matteo Sperduti. Il difensore ha cercato di smontare le accuse a carico del club e dell’ex ds Enzo Nucifora sostenendo l’assoluta mancanza, negli atti, di prove certe e precise che giustifichino i sette punti di penalizzazione chiesti dai Pm federali. «Una sanzione - ha detto l’avvocato Sperduti – che non trova corrispondenza nella prassi utilizzata fino a oggi dalla stessa Procura». Non solo ma l’eventuale condanna si sommerebbe a quella, pesantissima, già arrivata a settembre al termine del primo processo che ha visto coinvolta la Torres creando una disparità di trattamento rispetto ad altre società con un accanimento eccessivo e ingiustificato nei confronti del club rossoblù. Il legale è entrato poi nel merito del processo toccando aspetti tecnici quali la distinzione tra responsabilità oggettiva e presunta per concludere chiedendo il proscioglimento della società sassarese.

Il processo continuerà oggi con altre arringhe quindi sarà la Prucura ad avere il diritto di replica prima che il collegio giudicante entri in camera di consiglio. La sentenza, visto il numero dele società coinvolte e degli imputati, non dovrebbe arrivare prima di di una decina di giorni. Poi ci sarà tempo per studiare le motivazioni ed, eventualmente, per preparare l’appello.

La Torres si augura di non averne bisogno.

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