Pasquini è certo: «È un giocatore che può farci fare il salto di qualità»
SASSARI. «Dopo un mese e mezzo di lavoro con coach Marco Calvani abbiamo deciso di sederci a un tavolo e capire quali fossero le lacune da colmare per permettere a questo roster di fare lo step in...
SASSARI. «Dopo un mese e mezzo di lavoro con coach Marco Calvani abbiamo deciso di sederci a un tavolo e capire quali fossero le lacune da colmare per permettere a questo roster di fare lo step in avanti per essere competitivo». Federico Pasquini apre così la presentazione di Tony Mitchell: il general manager biancoblù ha raccontato cosa c’è dietro la scelta di intervenire sul mercato per portare a Sassari un giocatore di prima fascia.
«Avevamo deciso di provare a far fare un ulteriore step a questa squadra – ha spiegato Pasquini –. Dopo la partita vinta contro Pistoia abbiamo pensato che la nostra squadra avesse bisogno di un’altro elemento dal profilo offensivo, come già avevamo fatto in passato abbiamo cercato il momento gusto anche per il mercato per inserire un’altra pedina della massima qualità possibile. Devo ringraziare il presidente Sardara, perché anzichè tirarsi indietro, come avrebbe potuto fare, ha deciso di intervenire per prendere il meglio che c’era sul mercato».
Come cambiano gli equilibri di squadra? «Abbiamo inserito nel roster uno swingman, un giocatore versatile che può giocare in diversi ruoli dal tre all’uno, dando la possibilità di creare spazi per i compagni. La nostra squadra passa da 7 esterni e 5 lunghi a 8 e 4, e metterei tra gli 8 anche Eyenga, che ha dimostrato di avere l’atletismo giusto per poter giocare contro i numeri 4 di tutto il campionato. Senza contare il grande rendimento di Brian Sacchetti, di cui si parla troppo poco, che ha raggiunto costanza difensiva e offensiva che lo rendono un giocatore garantito. Abbiamo quindi deciso di inserire un giocatore come Tony perché pensiamo che possa essere utile a migliorare le performance di quei giocatori che in questo momento hanno difficoltà. In sostanza i ruoli possono scalare a seconda delle necessità, un po’ come accadeva lo scorso anno quando Lawal usciva e Brooks andava a fare il centro».
«Siamo andati sul mercato con serenità e pazienza – aggiunge il guru del mercato biancoblù –. Siamo alla sesta settimana di lavoro con il nuovo coach, su un gruppo che lavora da quattro mesi. Il top è ancora lontano e speriamo di raggiungerlo anche grazie al contributo di Tony. Il suo inserimento è importante soprattutto perché è un giocatore che vive di sfide, si presta all’uno contro uno. Mi ha colpito molto nelle Summer League, perché si divertiva a sfidare e battere le prime scelte Nba. Credo che ci possa dare quel quid in più».
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