La Dinamo domina a lungo ma si squaglia nel finale
Amara sconfitta a Cremona contro una delle migliori squadre del campionato I biancoblù conducono a lungo ma negli ultimi 2’ dilapidano un vantaggio di 9 punti
INVIATO A CREMONA. Tremate tremate, le streghe son tornate. La Dinamo rivede i fantasmi di Torino e al PalaRadi di Cremona getta via malamente una partita giocata assai bene, condotta per tre quarti interi e che a 3 minuti dalla fine era ormai in cassaforte. Un canestro di Turner a 5” dalla sirena regala la vittoria per 73-72 alla squadra di Cesare Pancotto, che al 37’ era sotto di 9 punti (59-68 con palla in mano ai sassaresi e Cusin fuori per falli) e sull’ultimo possesso biancoblù ha visto Alexander mandare sul ferro il tiro della vittoria.
La botta. Il girone di ritorno inizia male per la squadra di Marco Calvani, che nel giorno dell’esordio di Tony Mitchell rimedia un ko pesante soprattutto a livello mentale: Cremona resta saldamente al terzo posto in classifica, mentre i sassaresi si preparano alla trasferta di Saragozza con in bocca l’amara sensazione di avere gettato una grande occasione. “Il bicchiere è mezzo pieno” e “nessun passo indietro”, hanno detto a fine gara il presidente Sardara e Calvani. Non hanno tutti i torti: contro una delle migliori squadre del campionato i sassaresi hanno dominato per lunghissimi tratti ma hanno difettato (proprio come a Torino) del killer instinct.
Le scelte. Per fare posto a Tony Mitchell, Calvani alla fine lascia fuori Petway, dando fiducia ad Alexander, che parte in quintetto insieme a Haynes, Logan, Formenti e Sacchetti. Fiducia in parte riconquistata anche per Devecchi (sesto uomo) e per D’Ercole, in campo nel secondo quarto. Mitchell entra invece a 2’45” dalla fine del primo quarto e non sfigura.
La prima scossa. L’avvio dei sassaresi è aggressivo, in difesa la zona viene alternata alla uomo con buoni risultati. Il Banco assume il controllo del match, Cremona resta in scia grazie alle triple di McGee e Dragovic e con un break di 8-0 mette la freccia sul 18-15. Calvani ha già fatto ruotare dieci uomini e con Eyenga, Devecchi e Varnado trova un buon assetto che consente ai suoi di chiudere il primo quarto in parità, a quota 19. Il match si accende, Eyenga entra in ritmo e sono i suoi 7 punti di fila (due schiacciate e una tripla) a completare un break di 2-11 per la Dinamo, che schizza a +9 (21-30 al 15’). Logan accelera ancora e infila la tripla del +13 (24-37 a 1’40”), poi però perde due palle di fila e Cremona piazza in un minuto e spiccioli un nuovo parziale di 8-0 con Turner e Washington. Il match è riaperto e dopo l’intervallo (32-37) la Vanoli risale sino al -1 (36-37).
La fuga. Varnado e Mitchell danno la sveglia ai sassaresi, ma Cremona ha ormai preso fiducia e se la gioca a viso aperto. Si rivede Alexander, Mitchell infila una tripla, Varnado e Logan riportano i biancoblù a +6 (40-46). Il punteggio ristagna, frenato dai tanti errori di entrambe le squadre e dalla durezza delle difese. Alla terza sirena è +6, 49-55, poi Calvani modifica ancora l’assetto e a 6’30” dalla fine è +7, 55-62. Alexander crea seri problemi alla difesa cremonese (Cusin ha quattro falli, commetterà il quinto di lì a poco), la difesa tiene e una tripla di Haynes porta il Banco a +10 (57-67) a 5’25” dalla sirena.
Il suicidio. Il +9 del 37’ (59-68) sembra un’assicurazione sulla vita, invece i soliti Turner e McGee riportano in vita Cremona (64-68 a 2’50”). Sul 64-70 a 2’ dalla fine sembra davvero fatta, invece l’attacco della Dinamo si impantana nella tonnara dell’area cremonese (Varnado viene stritolato mentre schiaccia) e due triple consecutive di Turner fanno esplodere il PalaRadi: 70-70 a 1’10”. Mitchell butta via la palla dalla rimessa e Biligha fa 1/2 dalla lunetta a 24”, regalando ai suoi il +1. Mitchell va in lunetta a 24” e fa 2 su 2 (71-72), poi Turner segna un canestro capolavoro a 5” (73-72). Sull’ultimo possesso Logan non trova spazio e la tripla di Alexander rimbalza sul ferro. Eccole, le streghe, sono tutte al PalaRadi.
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