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Cagliari, al Sant'Elia è un rullo compressore

di Roberto Muretto
Cagliari, al Sant'Elia è un rullo compressore

Ora i rossoblù devono cambiare marcia nelle gare esterne, a cominciare da quella di venerdì sul campo dell’Avellino

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CAGLIARI. Non è stato facile domare la Ternana, ma sarà bene mettersi in testa che d’ora in avanti tutte le partite saranno complicate. Il Cagliari doveva ripartire dopo la sconfitta di Crotone e ha fatto il proprio dovere, mettendo altri tre punti in cassaforte. Il Crotone, però, non si ferma. Aiutato da una buona dose di fortuna è passato a Novara e continua a guardare i rossoblù dall’alto verso il basso. Questo dà molto fastidio alla squadra di Rastelli che ha uno stimolo in più: non solo il ritorno in serie A, ma anche arrivare prima dei calabresi al traguardo. Per farlo, è necessario migliorare il rendimento in trasferta. Quindici punti raccolti in undici gare sono pochi. Sono tante, invece, le quattro sconfitte incassate lontano dal Sant’Elia. E sta proprio qui la differenza con la capolista che ha perso solo due volte.

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Prova del nove. Venerdì ad Avellino si capirà se il Cagliari ha davvero il mal di trasferta. Su un campo caldissimo, contro un avversario che si è adeguatamente rinforzato, dove l’ex Massimo Rastelli non verrà accolto con un tappeto rosso, bisognerà tirare fuori il carattere. Sarà fondamentale non sbagliare l’approccio come è successo allo “Scida”. Se dovesse succedere ancora, sarebbe grave per una formazione che ha esperienza e potenzialità tecniche importanti. Non ci sarebbero attenuanti.

Pazienza. Contro una Ternana che in fase di non possesso aveva quasi sempre dieci uomini dietro la linea della palla, il Cagliari ha dimostrato di saper aspettare il momento giusto per colpire. Non si è sbilanciato, ha capito che con i lanci lunghi avrebbe favorito la difesa umbra, mentre tenendo palla a terra e sfruttando gli inserimenti da dietro avrebbe potuto fare breccia nel bunker alzato da mister Breda. Il gol realizzato da Di Gennaro è arrivato così, spezzando l’equilibrio.

Cali di tensione. E’ uno dei problemi non risolti da Rastelli. Anche l’altro ieri, con la partita praticamente chiusa, il Cagliari ha rischiato di rovinare tutto con un paio di amnesie che per sua fortuna la Ternana non ha sfruttato. La palla gol concessa a Janse nel finale è stata costruita perchè il centrocampo non ha fatto filtro e Cinelli (appena arrivato) non ha accorciato sull’avversario, facendosi così sorprendere. Un errore comprensibile per chi ha svolto solo pochi allenamenti con i nuovi compagni. Non è la prima volta che i rossoblù chiudono le gare in affanno, dimostrando di avere difficoltà nella gestione del risultato quando lo scarto è minimo. Aspetto da non trascurare perchè è uno dei motivi per cui il ruolino di marcia lontano dal Sant’Elia non è brillantissimo.

Chili e centimetri. Sarà un caso ma il Cagliari ha segnato quando Cerri ha sostituito uno spento Melchiorri. Poter contare su un attaccante di peso, capace di tenere palla e fare salire i compagni, ha avuto un effetto devastante sulla difesa della Ternana che ha avuto più difficoltà a contenere le iniziative dei rossoblù. Cerri è un’arma in più a partita in corso. Ma è chiaro che Rastelli deve recuperare al cento per cento sia Sau che Melchiorri, coppia che se sta bene ha i numeri per fare la differenza.

Fiducia. Forse ne merita un po’ di più Antonio Barreca. L’esterno sinistro difensivo, tutte le volte che è stato chiamato in causa ha fornito ottime prestazioni. Sa spingere e difendere, ma rispetto a Murru è più portato ad attaccare la corsia di sinistra e arriva con più facilità sul fondo. Era entrato nell’ordine di idee di andare via a gennaio ma dopo le rassicurazioni del mister, che gli ha fatto capire di considerarlo un giocatore importante, ha deciso di restare. Barreca è giovane ma ha l’esperienza necessaria per dare un contributo importante alla causa rossoblù. Se gioca con continuità può solo migliorare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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