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Un Alexander Magno Ma la sua gara super non salva i biancoblù

di Antonello Palmas
Un Alexander Magno Ma la sua gara super non salva i biancoblù

Il lungo gioca una partita a parte per numeri e continuità «Sto entrando nei meccanismi, ma dobbiamo crescere»

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SASSARI. Ventisette punti, con un ottimo 10 su 13 da due (11/15 totale) e quattro rimbalzi: da una parte c'è la partita della Dinamo, da dimenticare, dall'altra c'è quella di Joe Alexander, partito fuori dal quintetto e poi chiamato a fare gli straordinari dalla pioggia di falli scaricatasi su Varnado. Tutto ciò che la squadra non è riuscita a dimostrare con continuità, ebbene lui l'ha garantita nei trentuno minuti in cui è stato in campo. Probabilmente sarebbe stato meglio che avesse qualche occasione in più per rifiatare, a costo di collezionare qualche schiacciata in meno (sono state ben sei), e il collettivo ne avrebbe avuto giovamento. Ma purtroppo non c’erano troppe alternative a un suo utilizzo così prolungato, perché Eyenga non ha azzeccato la partita (per la verità non è stato l’unico) e Sacchetti si è adattato a giocare da 4.

E dire che sino a qualche gara fa sembrava uno degli indiziati a finire in tribuna dopo l'acquisto di Mitchell, sarebbe stato un delitto alla luce di quanto lo statunitense nato a Taiwan sta dimostrando con una certa continuità nelle ultime settimane e anche quando ancora non aveva risolto qualche problema fisico garantiva comunque tenuta sotto il profilo tecnico. Prima della gara da antologia con Cantù, è stato l'unico a brillare nella sconfitta di Saragozza (24 punti e 2 rimbalzi) di metà settimana e prima ancora si è fatto notare con dieci rimbalzi nella gara persa a Cremona, dove però aveva segnato poco. Un vero peccato che dopo una gara così si debba presentare in sala stampa con una faccia che la dice lunga sulla delusione per il momento difficile che la sua squadra sta attraversando.

Le sue prime parole sono di rammarico per la nuova bruciante sconfitta in una gara che sarebbe potuta divenire un trampolino di lancio verso una stagione con meno ombre e più luci da parte del Banco: «È stato un vero peccato perdere Jarvis (Varnardo, ndc) così presto durante la partita – dice Alexander –, perché dovevamo affrontare una grande squadra e sicuramente avevamo bisogno di lui. C'è comunque da dire che Cantù ha fatto una grande performance».

Non è un gran chiacchierone, ma la voglia di parlare è davvero poca e comunque le considerazioni sulla sua prestazione personale (e doveva vedersela sotto canestro con un tipo affatto facile come il potente Fesenko: quando il team ha collaborato è riuscito anche a limitarlo) restano in sottofondo: «La mia prova? –dice senza una traccia di sorriso – Penso che sto sempre più entrando nel clima della squadra e sono felice che compagni e coach riconoscano questo. Ma sono soddisfatto anche del fatto che sto facendo sempre meglio nei mismatch». A chi gli chiede come mai la Dinamo abbia dato l'impressione di essersi un po' svuotata sotto il profilo mentale Alexander risponde così: «Penso che ci siano dei momenti durante la gara cui abbiamo davvero tante energie e riusciamo a giocarcela al massimo della concentrazione, a essere focalizzati e a non commettere errori. Credo che dobbiamo sforzarci per aumentare sempre più questi momenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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